L'Unesco ha riconosciuto l'arte dei pizzaioli napoletani "patrimonio dell'umanità"

Agroalimentare, Panini: Pizza Unesco, si va ai “supplementari” ma con grande fiducia

Grande attesa, la pizza può diventare patrimonio Unesco. Raggiunte due milioni di firme. Domani si decide

"Vittoria!", ha twittato il Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina, "Identità enogastronomica italiana sempre più tutelata nel mondo".

La candidatura della pizza è l'unica italiana delle 34 che saranno esaminate dal Comitato dopo una lunga istruttoria per l'iscrizione nel patrimonio dei beni immateriali.

Con una decisione arrivata in tarda notte, la commissione Unesco riunita a Jeju, in Corea del Sud, ha riconosciuto l'arte dei pizzaiuoli napoletani come patrimonio dell'umanità.

L'arte dei pizzaioli napoletani parte della cultura italiana. Il centro dei festeggiamenti all'Antica Pizzeria Brandi dove si sono messi al lavoro gli artisti Unesco della pizza, anche con esibizioni acrobatiche, e tanta gente per il ritorno della tradizione della pizza sospesa: offerta a coloro che non possono permettersi di pagarla.

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Dopo è cominciato il negoziato internazionale, in tre passaggi.

Claudio Sebillo ed Alessandro Marinacci, ideatori ed organizzatori di Napoli Pizza Village ricordano: "Quando nel 2014 Alfonso Pecoraro Scanio, proprio tra i tavoli del Napoli Pizza Village, annunciò l'avvio della petizione a sostegno dell'arte del pizzaiuolo napoletano come Patrimonio culturale immateriale dell'Unesco, abbiamo deciso di sostenere questa avventura, non immaginando che questo percorso sarebbe stato così ricco di soddisfazioni. La vittoria è un atto d'amore verso Napoli, l'Italia e il mondo intero che oggi possono aprire gli occhi alla bellezza di quest'arte". Terzo passaggio: questo ulteriore parere è stata poi trasmesso al Comitato di governo per il patrimonio culturale immateriale composto da rappresentanti di 24 stati del mondo (quello che si è riunito a Seul). Cio' si verifica in un'atmosfera conviviale che comporta scambi costanti con gli ospiti. L'arte dei pizzaioli napoletani è in buona compagnia: non è infatti la prima volta che l'Unesco ha scelto di valorizzare ingredienti o cibi tradizionali selezionati in tutto il pianeta nella sua lista di patrimoni da preservare, andandosi ad aggiungere alla dieta mediterranea, alla cucina messicana, a quella francese, alla birra belga, al Keskek turco, al Washoku giapponese e Kimchi della Corea del Sud.

Nella gallery sopra alcune curiosità sulla storia della pizza.

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