Paradisi fiscali, Ecofin approva la "lista nera": dentro 17 Paesi

Paradisi fiscali, Ecofin approva la

Paradisi fiscali, Ecofin approva la "lista nera": dentro 17 Paesi

L'Ecofin ha approvato la sua prima lista nera dei paradisi fiscali dopo lunghe discussioni sul tema durante ben due anni.

Spinta dai continui scandali fiscali che hanno lasciato sempre più indignata l'opinione pubblica, l'Unione europea ha deciso di fare ciò che non aveva mai osato finora: compilare una lista dei 'paradisi fiscali', cioè quelle giurisdizioni che favoriscono l'evasione ai danni dei cittadini di tutto il mondo.

Nella speranza che, esponendoli alla pubblica gogna e forse anche al rischio di future sanzioni, comincino a collaborare con le autorità fiscali europee smettendo di aiutare gli evasori.

Oltre alla black list è stata pubblicata una lista grigia che, come intuibile, contiene una lista di paesi che non possono ancora essere considerati paradisi fiscali ma che per tutta una serie di ragioni vale la pena tenere sotto osservazione.

Sorpresa Lazio, prevista un'invasione a Waregem
Sicuri di una maglia anche Basta e Lukaku sulle fasce laterali, al pari di Murgia e Crecco come interni di centrocampo. Contro la Lazio , nella sfida dell'Olimpico, ci siamo ben comportati soprattutto nella seconda parte della partita.


I "paradisi" individuati dall'UE sono 17: Samoa e Samoa americane, Bahrain, Barbados, Grenada, Guam, Corea del Sud, Macao, isole Marshall, Mongolia, Namibia, Palau, Panama, Santa Lucia, Trinidad e Tobago, Tunisia, Emirati Arabi. Nella cosiddetta lista grigia vi sono 47 giurisdizioni, tra le quali Svizzera, Isole Cayman, Bahamas, Jersey e Guernesey. "Per porre fine agli abusi fiscali perpetrati, su scala internazionale, da individui facoltosi e grandi corporation - aggiunge Chardonnet - è cruciale che gli Stati membri adottino in modo coordinato sanzioni difensive efficaci, fiscali e non, contro i Paesi inseriti nella lista nera". La Ue aveva cominciato dieci mesi fa a valutare i Paesi da inserire nell'elenco. La selezione è avvenuta sulla base di tre criteri: trasparenza fiscale, tassazione equilibrata e applicazione delle norme Ocse sul trasferimento dei profitti da un Paese all'altro.

Lo screening è stato fatto da esperti nazionali, che a gennaio scorso inviarono a tutti una lettera per informarli dell'avvio del processo.

Alcuni si sono quindi impegnati a collaborare entro l'anno, e sono così stati depennati. Solo in 17 non hanno manifestato alcun 'pentimento'. Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha appoggiato questa linea. Secondo Moscovici, ora i governi dell'Unione Europea devono adottare "sanzioni dissuasive perché bisogna mantenere la pressione sui paesi" che eludono il fisco.

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