Sinistra, nasce la lista unitaria. Grasso: "Tocca a noi, io ci sono"

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Per di più, a sfavore del Pd gioca anche Alternativa Popolare o comunque si chiamerà il partito dei centristi che dovrebbe avere come perno l'attuale formazione di Angelino Alfano.

Il Pd è il partito che sembra destinato a dover pagare il conto più salato.

Inoltre il passo di Pietro Grasso rappresenta la morte dei partiti, per come li hanno sempre osannati gli esponenti della sinistra: l'ex procuratore antimafia non ha mai fatto politica attiva, non ha avuto tessere di partito, eppure ha scacciato via tutti coloro cresciuti nelle segreterie, abituati a tacere e a non essere imprevedibili nel proporre certi temi. Per il vicesegretario del Pd Maurizio Martina, però "la logica del nemico-vicino non ha nulla di nuovo a sinistra". Alle "prossime e diversificate competizioni elettorali - scrive - ci si potrebbe trovare davanti a due liste o loghi, anche uno di seguito all'altro, dove l'elettore leggerà e deciderà tra "Uguali e Partecipi" e "Liberi e Uguali". Lo dice il presidente del Senato Pietro Grasso, chiudendo l'assemblea unitaria della sinistra, citando per la prima volta il nome del nuovo soggetto: "liberi e uguali". "Ma oggi con la sua scelta, che va rispettata, questa prospettiva è più difficile". Lì ci saranno i grandi avversari del renzismo, a cominciare dai 37 deputati e dai 14 senatori usciti dal Pd nel febbraio di quest'anno. Designato alla testa del movimento (o partito?) da qualcuno che, allo stato, non è indicato (probabilmente Bersani, Fratoianni, chi era costui?, e Civati, sì proprio lui il pupone estratto dal mazzo proprio da Matteo Renzi) con il metodo, quindi, del centralismo che più centralismo non si può, Grasso ha recato il suo pallido volto sul palco della manifestazione costitutiva del partito, regalandoci un discorso piatto e burocratico, significativo della cifra di un personaggio incapace di accendere speranze e fantasie. Un capo che avrà una coda, naturalmente, anche in Irpinia, soprattutto ma non solo nella contabilità dei seggi che saranno assegnati con le prossime elezioni.

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All'Atlantico Live la Sinistra si mostra unita ma ad Avellino rimane una spaccatura evidente tra Mdp e Si-Possibile. Questo basterebbe già alla squadra di Grasso, Bersani e D'Alema. Con questa battuta resa a Fabio Fazio durante l'intervista a Che Tempo Che Fa di ieri sera il segretario del Pd ha minimizzato la nuova leadership di Liberi e Uguali.

Né è casuale che specularmente la coalizione che si sta stringendo attorno al Pdraggruppa tutti fautori della riforma, da Pier Ferdinando Casini a Giuliano Pisapia, in una sorta di fronte del Sì spesso evocato dallo stesso Matteo Renzi. A questo punto è necessaria una rottura profonda tra il passato e il futuro che può determinarla solo chi è meno compromesso, politicamente parlando, con il vecchio establishment. Da regolamento interno del Pd, infatti, ogni parlamentare deve versare ogni mese 1.500 euro nelle casse del partito, ma in realtà non tutti gli eletti lo fanno regolarmente dunque nel corso delle legislature si accumulano delle pendenze.

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