Il chirurgo, aspirante Zorro, incide le sue iniziali sugli organi dei pazienti

Simon Bramhall

Simon Bramhall

Una sorta di "vezzo", o chissà, una vera e propria ossessione quella che spinse Simon Bramhall, chirurgo 53enne, a lasciare le sue iniziali sul fegato che trapiantava suoi pazienti.

Chirurgo-Zorro: l'inglese Simon Bramhall a processo per un vizio che potrebbe costargli caro. Si è meritatamente guadagnato il titolo di migliore chirurgo all'interno dell'ospedale Queen Elizabeth situato a Birmingham, in Gran Bretagna. Due gli episodi certi e contestati, anche se sembrerebbe che siano numerosi i casi, purtroppo difficilmente verificabili. Nel maggio 2014 presentò le sue dimissioni, ammettendo davanti a una commissione disciplinare, "l'errore".

Bramhall utilizzava il gas argon (usato solitamente negli interventi in cui è necessario cicatrizzare per fermare il sanguinamento) per incidere sui pazienti la sua firma. Fortunatamente gli esperti chiamati a deporre nel corso del processo hanno confermato che, nonostante il suo utilizzo improprio, il gas argon non risulta dannoso per la salute dell'uomo.

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In aula di tribunale l'accusa ha dichiarato che il suo atto, oltre ad essere eticamente sbagliato, è stato di elevata abilità poiché compiuto di fronte ai suoi colleghi nella loro totale inconsapevolezza.

Tony Badenoch, il promotore della causa legale, secondo quanto riporta Globo, ha affermato che le iniziali sono state "un'applicazione intenzionale apposte con un uso illegale della forza, poichè i pazienti erano anestetizzati". Tracy Scriven, ex paziente, operata quando per una epatite autoimmune le restavano due settimane di vita non ha dubbi: "Anche se avesse inciso le sue iniziali su un organo è così grave?" A scendere in campo in difesa delle "vittime" anche un'associazione in difesa dei due pazienti che ha tuonato: "Stiamo parlando di persone e non di libri da siglare", condannando aspramente l'azione del chirurgo alla sbarra. La sentenza è attesa per il 12 gennaio prossimo. A me non sarebbe importato. "Mi ha salvato la vita, avevo 39 anni, oggi ne ho 50, mi sembra eccessivo impedirgli di lavorare, ha sempre fatto un ottimo lavoro".

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