Ddl Lorenzin: osteopatia tra le professioni sanitarie

Ddl Lorenzin: osteopatia tra le professioni sanitarie

Ddl Lorenzin: osteopatia tra le professioni sanitarie

L'iter per il riconoscimento della professione è definito dall'articolo 7 del ddl ed è stato approvato nella seduta di oggi al Senato a larga maggioranza con 148 voti su 173.

Professioni sanitarie. Collegi e federazioni nazionali diverranno ordini.

Giornata storica per le professioni sanitarie.

"Una legge che istituisce, finalmente - afferma il Segretario Generale della Fials -, l'area delle professioni socio sanitarie, modificandone la precedente collocazione normativa, restituendo, di fatto e di diritto, la dignità del proprio ruolo professionale alle migliaia di Operatori Socio Sanitari che ottengono il giusto riconoscimento nell'équipe sanitaria, agli Assistenti Sociali, Sociologi ed Educatori Professionali". Quindi sono state riviste funzioni e modalità di elezione degli organi che, tra le altre cose, dovranno favorire l'equilibrio di genere e il ricambio generazionale. Cè una stretta sull'abusivismo professionale e l'individuazione di nuove professioni sanitarie come gli osteopati e i chiropratici e la riconduzione al Ministero della salute di professioni già riconosciute: biologi, chimici, psicologi e fisici.

NUOVE PROFESSIONI SANITARIE. Il Ddl riscrive la procedura per il riconoscimento di nuove professioni sanitarie, stabilendo un sistema potenzialmente aperto.

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Vengono ricomprese nell'ambito delle professioni sanitarie le professioni dell'osteopata e del chiropratico, che dovranno seguire la nuova procedura introdotta dal ddl. Inoltre viene istituito, presso l'ordine degli ingegneri, l'elenco nazionale certificato degli ingegneri biomedici e clinici. L'intero articolo 348 del codice penale sull'esercizio abusivo della professione viene sostituito.

L'ok di oggi in Senato al Ddl Lorenzin segna infatti per il settore una serie di novità: dal debutto degli Ordini delle professioni sanitarie al riconoscimento delle nuove professioni, alla fine delle lungaggini per la sperimentazione clinica, al riordino dei Comitati etici, fino alle aggravanti per l'esercizio abusivo delle professioni sanitarie e per i reati ai danni di persone ricoverate.

"Ringraziamo i parlamentari, a partire dai presidenti delle Commissioni Igiene e Sanità del Senato, Emila Grazia De Biasi e Affari sociali della Camera, Mario Marazziti - conclude Mangiacavalli - il ministro della Salute Beatrice Lorenzin e tutti quelli che hanno consentito finalmente di sbloccare l'impasse in cui questa norma si trovava da anni".

Gli oltre 447mila infermieri che operano in Italia dimostreranno ora ancora di più la loro professionalità e la loro capacità, come fanno ogni giorno nei luoghi di lavoro accanto agli assistiti, perché sia riconosciuto ovunque il valore della nostra professione che non deve mai smettere di crescere.

E mi appello anche perché il Senato possa pronunciarsi sulla legge sulla cittadinanza dei bambini, figli di immigrati, quella legge sullo ius soli temperato e lo ius culturae di cui tanti hanno timore, ma che è una legge per l'integrazione di un milione di bambini già italiani per scelta di vita propria e delle loro famiglie, e che non riguarda nessuno degli argomenti legati all'immigrazione di profughi e gli immigrati adulti, che invece divide l'Italia.

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