Ius Soli, Manconi a Mattarella: "Il tempo c'è, basta volerlo"

Ius Soli, non è finita. Vice Presidente PD chiede il voto di fiducia

Ius Soli, Cuperlo e Manconi chiedono di prolungare la legislatura

Eppure quello dello ius soli è un capitolo che, nonostante la pausa natalizia, non smette di alimentare forti polemiche. "Per la loro sensibilità a questa battaglia io dico che adesso è il momento giusto perché il capo del governo e il segretario del Partito Democratico chiedano al presidente Mattarella di prolungare la legislatura di pochi giorni". Ma finora questi segnali non si sono visti neanche in lontananza. Nella lettera, datata 27 dicembre e pubblicata sulla pagina Facebook del movimento, le ragazze e i ragazzi nati in Italia o all'estero da genitori stranieri e cresciuti nel nostro Paese ma "senza un documento che lo possa testimoniare", ricordano che proprio il 27 dicembre ricorrono i settant'anni della promulgazione della Costituzione italiana. Se, infatti, il Senato ha fatto mancare il numero legale condannando la legge sulla cittadinanza, tra i partiti non si placano le polemiche. Dipende in primo luogo dal Capo dello Stato e dal presidente del Consiglio che, esattamente dieci giorni fa, conveniva con me sull'importanza di approvare "entro questa legislatura" una normativa così equa e saggia.

"Ma chi l'ha detto, che si debba votare il 4 marzo?" È curioso osservare che quella sinistra che per anni si è presentata ai cittadini come unica paladina della Carta, oggi rivolga appelli al Colle per far approvare una legge che il popolo sovrano non vuole.

"Auspichiamo che Mattarella "valuti di non sciogliere le Camere fino a quando questa legge di civiltà non sarà approvata", sottolinea Angello Bonelli dei Verdi mentre Barbara Pollastrini del Pd spiega: "abbiamo il dovere di provarci".

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La responsabile della comunicazione per Forza Italia, Bergamini ha dichiarato: "Il nostro auspicio è che Mattarella faccia decidere agli elettori".

Il 20 dicembre, insieme a Luigi Manconi, ho iniziato uno sciopero della fame, ad oltranza, per sostenere l'approvazione della riforma della cittadinanza: il cosiddetto ius soli e ius culturae.

Dunque, anche se il capo dello Stato, dopo le consultazioni e qualche tentativo fallito, decidesse di provare la costituzione di un governo del presidente, un Gentiloni bis, questo dovrebbe passare da un voto di fiducia del nuovo Parlamento. Se nella conferenza stampa di fine anno - osserva - Gentiloni si limiterà a ripetere la tiritera che non ci sono i numeri in Parlamento, sarà la conferma che per lui, come per il gruppo dirigente del Pd, la convenienza personale ed elettorale conta di più dei principi e del rispetto degli impegni assunti.

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