Italia: paese di anziani e di single secondo i dati Istat

L'indagine Istat sempre meno lettori in Puglia

Solo il 40,5 per cento degli italiani ha letto almeno un libro in un anno

Il dato emerge dall'edizione 2017 dell'Annuario statistico dell'Istat. È nelle isole che ci si posa di più e il rito che gli sposi scelgono principalmente è sempre - seppure in costante calo - quello religioso che nel 2015 ha caratterizzato il 54,7% delle nozze.

Nell'opinione degli editori, si legge nel report, i principali fattori che determinano la modesta propensione alla lettura in Italia sono il basso livello culturale della popolazione (39,7% delle risposte) e la mancanza di efficaci politiche scolastiche di educazione alla lettura (37,7%). Il dato cambia a seconda del titolo di studio: a presenta il valore minimo, pari al 4%, per le famiglie in cui la persona di riferimento ha ottenuto almeno il diploma, mentre sale all'8,2% per chi ha al massimo la licenza elementare. La speranza di vita alla nascita (vita media) riprende a crescere e passa da 80,1 a 80,6 anni per gli uomini e da 84,6 a 85,1 per le donne. Il crollo del voto (solo il 46% degli elettori ai ballottaggi per le amministrative di giugno) si è accompagnato a un minore desiderio di informarsi su siti e giornali e di guardare i talk show: il 24,5% non si informa mai sui temi politici, mentre 32,8% non ne parla mai.

Il tasso di fecondità totale (TFT), indicatore sintetico della fecondità, nel 2015 scende ancora, rispetto all'anno precedente, e passa da 1,37 a 1,35 figli in media per donna. Le famiglie affittuarie sono inoltre più diffuse nelle città metropolitane (22,5%) e nei comuni periferia delle aree metropolitane o con almeno 50mila abitanti (20,9%) rispetto al 14% degli altri comuni fino a 50mila abitanti. Scrive ancora l'istituto: "Nel 2016 continua il calo delle nascite (-12.342 nati), che si attestano a 473.438".

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I grandi editori, ossia quelli che hanno una produzione libraria superiore alle 50 opere annue, pur rappresentando solo il 13,6% degli operatori attivi nel settore coprono più di tre quarti (76,1%) della produzione in termini di titoli e quasi l'86% della tiratura, un'offerta quasi 14 volte superiore a quella dei piccoli editori per titoli proposti e 31 volte maggiore in termini di copie stampate. Nel volgere di 20 anni, spiega l'istituto di statistica, il numero medio di componenti in famiglia è sceso da 2,7 (media 1995-1996) a 2,4 (media 2015-2016).

L'Italia resta quindi "uno dei paesi piu' vecchi al mondo, con 165,3 persone con 65 anni e piu' ogni cento con meno di 15 anni". Le famiglie composte da soli stranieri spendono, in media, circa mille euro in meno di quelle composte da soli italiani (1.582,94 contro 2.590,59 euro); la loro spesa si concentra su beni e servizi essenziali, in particolare sulla spesa alimentare (21% cento del totale, contro il 17,6 per le famiglie di soli italiani) e sulla spesa per l'abitazione (38 rispetto al 35,7%). Sul fronte delle separazioni si passa dalle 89.303 del 2014 a 91.706 del 2015 mentre per i divorzi l'aumento è decisamente più marcato: da 52.355 salgono a 82.469, un'impennata dovuta soprattutto all'entrata in vigore a metà 2015 del "divorzio breve". Si tratta di un autentico esercito, per quanto in calo del 3,5% rispetto all'anno precedente. Nel 2016, le famiglie in condizione di poverta' assoluta sono 1,6 milioni, per un totale di 4,7 milioni di individui poveri (il 7,9% dell'intera popolazione). La spesa destinata dalle famiglie italiane alla cultura e al tempo libero rimane, in percentuale sulla spesa complessiva per consumi, pressoche' invariata (poco meno del 7%). Sono 6,4 milioni gli italiani che "sperano" in un lavoro.

Calano i delitti in Italia, soprattutto omicidi, furti e rapine, ma aumentano le estorsioni e le truffe via internet. Il flusso dei clienti, nel 2016, e' di circa 403 milioni di presenze, in aumento del 2,6% rispetto al 2015, con una permanenza media di 3,45 notti. Dopo un divorzio, o una volta che si è nonni. Dopo un deciso calo (-23,2 per cento nel periodo 2010-2015) delle presenze in carcere, anche a seguito di una serie di misure normative, poste in atto allo scopo di ridurre il ricorso alla detenzione in carcere, si nota dunque un segno di ripresa da monitorare attentamente.

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