Buste bio, il Ministero della Salute: "Da casa solo le monouso"

Buste bio, il Ministero della Salute:

Buste bio, il Ministero della Salute: "Da casa solo le monouso"

Agli esercenti, in ogni caso, data la responsabilità dell'igiene dei locali gravante sugli stessi, rimane la facoltà di verificare che si tratti realmente di sacchetti nuovi.

Da qui l'avvio del tamtam sui social (vedi l'hashtag #sacchettibiodegradabili diffuso su Twitter) con le lamentele dei consumatori di tutta Italia e le "trovate" per aggirare le nuove regole (tra cui quella di etichettare i prodotti uno per uno senza imbustarli) e l'intervento a gamba tesa dei vari partiti che ha reso necessaria la presa di posizione del ministero. Le norme igienico sanitarie non cambiano.

Così ancora una volta le associazioni di consumatori storcono il naso con Codacons che annuncia esposti in tutte le 104 procure italiane, mentre Adoc fa proposte: "Invitiamo la grande distribuzione - dice il presidente Tascini - a fissare ad 1 centesimo il prezzo del sacchetto, pareggiando le spese di produzione, in modo da non appesantire eccessivamente i costi a carico del consumatore, che così andrebbe a sostenere, in un anno, una maggiore spesa di 2 euro, considerando l'uso annuale di circa 200 sacchetti". Infine aggiunge: "Se non avessimo fatto la scelta di metterlo in chiaro, il costo sarebbe finito nel prezzo di vendita. L'aumento poteva anche essere molto più elevato, e c'è un dovere di trasparenza verso il consumatore".

Novamont, l'azienda di Catia Bastioli accusata di essere vicina a Renzi, ha chiarito di non produrre sacchetti di materiale bioplastico, ma solo la materia prima dalla quale vengono ricavati.

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Deve trattarsi, tuttavia, di buste monouso nuove e idonee per gli alimenti (come quelle che si usano per surgelare per intendersi). E conclude: "Invitiamo, inoltre, il ministero della Salute e il ministero dell'Ambiente, anche con una semplice nota interpretativa del Decreto Mezzogiorno, ad autorizzare l'uso di sporte a rete, completamente riutilizzabili, per l'acquisto dell'ortofrutta, alla stregua di quanto già avviene in altri Paesi europei". L'obbligo di utilizzo dei sacchetti bio-degradabili e a pagamento è entrato in vigore dal 1° gennaio del 2018.

Le borse di plastica di qualsiasi tipo "non possono essere distribuite a titolo gratuito" dai supermercati, e "il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino".

Sacchetti portati da casa, ok. Se un consumatore si porta da casa il proprio sacchetto, non è detto che questo sia dello stesso peso di quello che si trova nei supermercati con il rischio, quindi, di pagare in più la frutta e la verdura che si sta pesando, annullando così di fatto il risparmio sulla bioshopper. Ma la loro vita media è di appena 12 minuti.

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