Cancro: è italiana la 'droga' dei tumori che toglie energia alla malattia

Tumori scoperto il motore che li alimenta

Tumori scoperto il motore che li alimenta di Valentina Scotti, 4 gennaio 2018

Dal 2002 è a capo di un gruppo di ricerca contro i tumori, nel team che ha realizzato la scoperta ci sono moltissimi italiani: Anna Lasorella, Angelica Castano della Columbia, Stefano Pagnotta e Luciano Garofano e Luigi Cerulo, che lavorano fra la Columbia e l'università del Sannio, Michele Ceccarelli dell'Istituto Biogem di Ariano Irpino. L'inizio di tutto è stato nel 2012, quando lo stesso gruppo di ricercatori l'aveva identificata - guadagnandosi le pagine di 'Science' - come causa del 3% dei casi di glioblastoma, tumore che colpisce persone di tutte le età (anche se è più frequente tra i 45 e i 70 anni) e non risparmia i bambini, finito più volte alla ribalta delle cronache negli States. "L'eccesso di energia alimenta il moltiplicarsi e diffondersi incontrollato delle cellule tumorali". La maggior parte dei pazienti muore entro un paio d'anni, nonostante interventi chirurgici, chemioterapia e radioterapia. "Questa alterazione genica scatena un'attività abnorme dei mitocondri, organelli presenti all'interno della cellula che funzionano come centraline di produzione di energia - spiega Iavarone -". "Da tempo sono in contatto con i suoi ricercatori - dice Iavarone -, per questioni burocratiche e regolamentari non è stato possibile trasferire rapidamente le nostre sperimentazioni cliniche anche in Italia, spero che dopo la pubblicazione su Nature dello studio si riesca presto a lavorare insieme". La scoperta, firmata da due scienziati italiani, Antonio Iavarone e Anna Lasorella, ha individuato il meccanismo il meccanismo innescato dalla fusione di due geni che provoca il glioblastoma, il più letale dei tumori al cervello. Applicando un'ampia serie di analisi, gli scienziati hanno scoperto che Fgfr3-Tacc3 attiva una proteina chiamata Pin4. Inoltre, hanno sostenuto che con la somministrazione di medicinali che interagiscono con la riproduzione di energia da parte dei mitocondri, gioverà dei vantaggi rilevanti per la cura personalizzata delle #neoplasie sostenute dall'unione di particelle cromosomiche Fgfr3-Tacc3. Dopo l'attivazione, Pin4 raggiunge altri piccoli organelli cellulari, i perossisomi, che normalmente metabolizzano grassi e producono carburante per l'attività mitocondriale. Queste sostanze stimolano la produzione di PGC1-alfa, il fattore fondamentale per il metabolismo mitocondriale, che quindi diventa libero di stimolare in maniera non coordinata l'attività' dei mitocondri e la produzione di energia.

"Il nostro studio fornisce la prima evidenza che geni-chiave dello sviluppo tumorale causano direttamente un'iperattività mitocondriale", sottolinea Lasorella, co-leader dello studio.

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Secondo gli scienziati, dunque, la combinazione di farmaci che inibiscono l'attività mitocondriale e quella enzimatica di Fgfr3-Tacc3 potrebbe risultare utile nel trattamento dei tumori che contengono la fusione dei due geni. "Infatti, in esperimenti su cellule tumorali in coltura ed in modelli animali di glioblastoma generati da FGFR3-TACC3, il trattamento con gli inibitori del metabolismo mitocondriale ha interrotto la produzione di energia e fermato la crescita tumorale".

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