Istat: pressione fiscale al 40,3%

Istat: pressione fiscale al 40,3%

Istat: pressione fiscale al 40,3%

Secondo l'Istituto, c'è anche "una crescita significativa" del reddito disponibile delle famiglie, aumentato nel terzo trimestre del 2017 dello 0,7% e del 2,1% su base annua.

Pressione, fiscale, reddito delle famiglie, consumi: ecco la nuova fotografia dell'Istat, che si riferisce al terzo trimestre del 2017. Quanto ai prodotti per la tavola freschi, gli alimentari non lavorati, nel 2016 erano sì saliti ma solo dello 0,4% mentre lo scorso anno hanno segnato un rialzo del 3,6%.

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Segno positivo anche per la propensione al risparmio che, attestandosi all'8,2%, è cresciuta dello 0,5% rispetto al trimestre precedente anche se è di 0,3 punti inferiore rispetto al 2016. A fare la differenza sono i beni energetici (carburanti, luce e gas) e gli alimentari freschi (frutta e verdura). Dunque, la pressione fiscale è stata pari al 40,3%, in riduzione di 0,4 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Si fa insomma sentire il cosiddetto 'caro vacanza'.

La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici, che nel terzo trimestre 2017 è stata pari all'8,2%, risulta in aumento di 0,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e in diminuzione di 0,3 punti percentuali nei confronti dello stesso trimestre del 2016. Il peso delle tasse sulle tasche degli italiani è stato pari al 40,2% se si considerano invece i primi nove mesi del 2017. Così l'Istituto registra un'impennata, in termini congiunturali, del 27,3% per i prezzi dei voli, del trasporto aereo passeggeri. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,1% su base mensile e dell'1,3% su base annua (da +1,6% di novembre). L'Istat stima nella media del 2017 un aumento dell'1,2%, dopo il calo dello 0,1% del 2016. Il tasso di investimento delle famiglie consumatrici nel terzo trimestre è stato pari al 5,9%, stabile sia rispetto al trimestre precedente sia rispetto allo stesso trimestre del 2016. Il rialzo segue quattro cali consecutivi. Infatti, la propensione al risparmio altro non è che il rapporto tra il risparmio lordo e il reddito lordo disponibile. A confronto col trimestre precedente il potere d'acquisto delle famiglie è aumentato dello 0,8%, grazie anche alla lieve flessione del deflatore implicito dei consumi delle famiglie (-0,1%). Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità.

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