La norma sui sacchetti bio e il ruolo dei Ministeri

Sacchetti di plastica bio, dal 1° gennaio si pagano: costeranno fino a 12 euro a famiglia

Sacchetti bio a pagamento: i motivi di una polemica (esagerata)

Sui sacchetti ho già scritto e ribadisco: combatteremo sempre l'inquinamento ambientale da plastica e l'inquinamento verbale da fake news.

Ma questi sacchetti dove incartiamo la frutta e la verdura siamo obbligati a prenderli al supermercato, a differenza dei sacchetti alla cassa. "Buon complotto a tutti".

L'ultima che sta girando molto via sms è che avrei organizzato un complotto per aiutare miei amici e cugini di terzo...

Scoppia la polemica sui sacchetti riciclabili a pagamento per l'ortofrutta, obbligatori per legge dal primo gennaio. Su Twitter i contrari accusano soprattutto il Pd di aver favorito la ditta Novamont, leader nel settore dei sacchetti bio e guidata da una manager vicina a Matteo Renzi, Catia Bastioli. Se invece parliamo dei numeri del business del bioplastico in Italia sono circa 450 milioni di euro totali, di tutte le imprese, che sono circa 150.

La causa principale è l'incertezza dei consumatori sull'obbligo o meno di usare i sacchetti biodegradabili per acquistare le merci sfuse, pagandone il prezzo - che anche se molto basso ha acceso gli animi più degli aumenti dei pedaggi autostradali. L'azienda è nata nel 1989 dal gruppo Montedison e oggi è specializzata in bioplastiche biodegradabili e compostabili, sviluppate attraverso 25 anni di ricerca e realizzate da una filiera integrata che coinvolge, oltre al sito ternano, anche altri siti tra cui quello di Novara. Una novità che è stata annunciata come l'ennesima stangata a discapito dei consumatori.

Visite fiscali, soliti orari: salta armonizzazione tra pubblico e privato
Il decreto nulla aggiunge sui dipendenti privati, per cui le finestre di reperibilità restano più corte (10-12 e 17-19). Si allega il DECRETO 17 ottobre 2017, n. 206 recante il nuovo regolamento delle Visite fiscali dipendenti pubblici .


Anche perché la chimica verde - che utilizza materie prime rinnovabili di origine agricola per realizzare una nuova generazione di prodotti e composti chimici a basso impatto per l'ambiente e per la salute - è uno dei fiori all'occhiello del nostro paese e, se sapremo giocare bene la partita, uno dei tasselli fondamentali del nuovo sviluppo italiano.

A rendere più esilarante la polemica, infine, il fatto che ad alimentarla siano stati tanti militanti grillini, ossia sostenitori di una forza politica che, persino nel simbolo, una delle cinque stelle, ha un richiamo all'ambiente. "No, è una tecnologia unica al mondo".

Solo in Italia può accadere che un'eccellenza industriale e una donna di valore finiscano nell'occhio del ciclone per una legge scritta male. Ecco, quello che questo Governo avrebbe dovuto fare insieme al recepimento della direttiva sarebbe stato preparare i cittadini a questo ennesimo passaggio giusto e necessario verso una trasformazione in senso ecologico di consumi e comportamenti. Se il prezzo sarà giusto (il costo del sacchetto non supera i 2 centesimi, per una spesa annua per famiglia minore di un pacchetto di sigarette se la grande distribuzione organizzata non ci specula sopra) sono convinta che gli italiani capiranno in fretta il valore di questo piccolo grande cambiamento.

L'Italia fino ad ora è l'unico paese che, nell'aver recepito la normativa UE 2015/720 ha approvato un apposito emendamento (decreto legge 2017 n. 123, Disposizioni urgenti per la crescita economica del mezzogiorno) che prevede appunto di far pagare i sacchetti bio sotto i 15 micron, adeguando la normativa a quella relativa ai normali sacchetti della spesa a pagamento già da tempo per i consumatori.

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