Alitalia, Calenda: "Abbiamo sul piatto tre offerte"

Tre offerte per Alitalia ultima chance salvare la compagnia   
                       
                
         Oggi alle 12:20- ultimo aggiorna

Tre offerte per Alitalia ultima chance salvare la compagnia Oggi alle 12:20- ultimo aggiorna

Cessione Alitalia, l'obiettivo del governo è quello di arrivare entro fine gennaio a definire chi sarà il pretendente tra i tre in corsa, (Lufthansa, EasyJet e il fondo americano Cerberus) con cui trattare in esclusiva. La vendita di Alitalia entra nella sua fase finale, a detta del ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda, che ha ribadito la sua posizione in una intervista a Radio Capital. "Personalmente non ho preclusioni e posso dire che faremo una valutazione oggettiva basata esclusivamente sui numeri".

Tre offerte sul piatto per Alitalia. "Abbiamo fatto un prestito ponte che nell'insieme vale 900 milioni - ricorda - e che per fortuna in questo momento è intonso perché i commissari hanno lavorato bene, hanno tagliato molti costi, e quindi la situazione è stabile". Chi dei tre riuscirà ad aggiudicarsi Alitalia, ha sottolineato Calenda, dovrà avviare subito una negoziazione per analizzare e gestire gli esuberi, i costi per lo Stato, la restituzione del prestito-ponte (900milioni di euro) e il rilancio del piano industriale della compagnia. Però Alitalia non ce la fa da sola - avverte - basta un aumento del prezzo del carburante o anche semplicemente il fatto di entrare nella bassa stagione che si bruciano soldi.

La protesta del lavoratori Alitalia nel 2008
La protesta del lavoratori Alitalia nel 2008

Ma questa è solo l'ultima pagina di una lunga e tormentata odissea finanziaria che ha portato più volte negli ultimi anni la gloriosa ex compagnia di bandiera italiana sull'orlo del baratro, tra tentativi di salvataggio nazionali, acquirenti stranieri, referendum tra i dipendenti e il recente commissariamento.

Perché la disoccupazione all'11% è una buona notizia
I disoccupati totali sono 2.855.000 con un calo di 18mila unità su ottobre e di 243mila unità su novembre 2016. Il dato è ancora molto inferiore comunque a quello maschile (67,6%).


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