Caso Apple: Parigi apre un'inchiesta sul rallentamento degli iPhone

iPhone e batterie, senatore Usa chiede spiegazioni

Caso Apple: Parigi apre un'inchiesta sul rallentamento degli iPhone

La denuncia è stata presentata il 27 dicembre scorso dall'associazione "Halte l'obsolescence programmé" (Alt all'obsolescenza programmata) facendo appunto leva sul capitolo aggiornamenti del sistema operativo il quale, ad ogni nuova versione, tende a escludere i modelli di dispositivi più datati.

"La crescente preoccupazione della società" per l'uso intensivo degli smartphone da parte dei bambini "è arrivata al punto da poter colpire anche Apple", hanno avvertito i due azionisti chiedendo alla compagnia di dare ai genitori ulteriori mezzi per limitare l'uso dei telefoni cellulari da parte dei minori. Nella comunicazione alla società viene messo in evidenza come l'iPhone e i bambini sono, insieme, un'accoppiata tossica.

Secondo il Wall Street Journal Jana, investitore attivista di New York, e Calstrs, il fondo pensione degli insegnati statali della California avrebbero chiesto al colosso di Cupertino di sviluppare nuovi strumenti software per aiutare i genitori a controllare e limitare l'uso degli smartphone da parte dei figli. "Nessuna azienda - aggiungono - può esternalizzare questa responsabilità".

Quello che gli azionisti si aspettano adesso da Apple è che diventi un esempio per le altre aziende tecnologiche nella tutela dei loro clienti più piccoli e svolga un ruolo determinante nel dimostrare all'industria che prestare particolare attenzione alla salute e allo sviluppo della prossima generazione oltre a portare un beneficio economico è moralmente giusto.

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Al di là della questione incentrata sugli iPhone depotenziati, una tematica del genere è stata affrontata a tempo debito anche in Italia, quando nel 2013 il parlamentare Luigi Lacquaniti (Sinistra Ecologia Libertà) avanzò una prima proposta di legge, con il chiaro intendo di porre un freno al fenomeno.

L'iPhone è il gadget tecnologico più popolare di tutti i tempi.

Un'azione legale che segue di pochi giorni il comunicato con cui Apple ha ammesso di rallentare gli iPhone vecchi, escludendo però di volerne ridurre la durata. "Ciò significa che può essere a rischio la vendita di 16 milioni di iPhone, determinando un calo di circa il 4% rispetto alle nostre stime sui ricavi per il 2018". Anche gli ex manager di Facebook hanno puntato il dito contro l'uso dei social network. Dopo le critiche, due ricercatori di Facebook si sono interrogati sull'uso dei social mentre Mark Zuckerberg in persona, tra i buoni propositi di inizio anno si è ripromesso di riparare ai "troppi errori" di Facebook.

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