Apple, Francia apre un'inchiesta per "truffa" e "obsolescienza programmata"

Apple, Francia apre un'inchiesta per

Apple, Francia apre un'inchiesta per "truffa" e "obsolescienza programmata"

Nello specifico, la Procura di Nanterre ha deciso di aprire un fascicolo a carico di Epson, Brother, Canon e HP, multinazionali di apparecchiature informatiche sospettate di "obsolescenza programmata".

Sul pericolo per Apple di pagare il 5% delle vendite annuali si dovrebbe andare più cauti, perché come nei precedenti di accuse di evasione fiscale nella Comunità Europea non solo di Cupertino, ma di tutte le grandi aziende che vendono online, alla fine la multa è assai più bassa delle stime iniziali.

L'iniziativa della Procura fa seguito alla denuncia dell'associazione "Alt all'obsolescenza programmata", presentata il 27 dicembre, in cui si accusava Apple di ridurre volontariamente le prestazioni e la durata dei suoi smartphone attraverso il suo sistema di aggiornamenti.

I portavoce della Mela hanno spiegato che iOS limita le performance degli iPhone per "un buon motivo", ovvero per scongiurare improvvisi spegnimenti del dispositivo nel caso in cui l'utente usasse una batteria ormai divenuta particolarmente usurata.

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Altre 8 sono finite ai domiciliari e per 4 è stato disposto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Gli indagati sono tutti accusati, a vario titolo, di aver frodato l'erario per 1,364 miliardi di euro.


Questa indagine è stata resa possibile dal fatto che in Francia è in vigore una legge datata 1 luglio 2016, che prende il nome dall'ex ministro socialista Benoit Hamon. Così come nei numerosissimi casi che si sono già visti e che riguardavano le infrazioni di brevetti con Cupertino nella posizione di accusatrice e accusata, è verosimile pensare che anche in questo caso si andrà fino in fondo e ci sarà una decisione che sarà, in ogni caso, discussa. Il Paese transalpino è stato il primo a mettere formalmente al bando l'invecchiamento precoce dei prodotti elettronici con una legge del 2015 a firma dell'ex ministra dell'Ambiente Ségolène Royal che prevede pene fino a due anni di reclusione.

L'indagine, aperta il 5 gennaio e affidata al servizio nazionale inchieste della Direzione generale della concorrenza del consumo e della repressione delle frodi (DGCCRF), ipotizza anche sia stata commessa "frode".

No comment. Apple non ha voluto commentare la notizia.

La legge francese, e adesso la prima inchiesta giudiziaria, danno un appiglio un po' più solido a una convinzione poco dimostrata che tra i consumatori circola da più o meno un secolo: "Ci stanno sfruttando, le aziende fanno in modo che i prodotti non funzionino più per obbligarci a comprarne di nuovi".

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