Alitalia, Lufthansa finisce in fuorigioco

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La vicenda di Alitalia, con i diktat inviati ieri dalla compagnia di bandiera tedesca per "salvare" il marchio italiano, è paradigmatica di un'Europa in cui pochi fanno gli interessi nazionali e tutti chiedono a Roma sacrifici, compiti a casa, riforme, insomma lacrime e sangue. E, a conferma, l'Unione Europea sta indagando, su istanza di "compagnie rivali", sull'estensione da 600 a 900 milioni di euro del prestito ponte con cui lo Stato sta garantendo la sopravvivenza di Alitalia nell'attesa di acquirenti.

Delta corre da sola e la gara per la compagnia aerea tricolore passa da tre a cinque concorrenti.

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"Pur riconoscendo le preziose misure che sono state intraprese fino a oggi sotto la guida dei commissari crediamo fermamente che ci sia ancora molto lavoro da fare prima che Lufthansa sia nella posizione di entrare completamente nella prossima fase del processo", ha detto il manager nella lettera ripresa dalla Reuters. In primis una profonda ristrutturazione, in un secondo momento dei consistenti tagli e per finire via all'acquisizione. Il numero uno di Lufthansa ha quindi aggiunto che "la Nuova Alitalia ristrutturata dovrà essere più piccola in termini di personale e di flotta". Nelle settimane successive una serie di incontri ad Atlanta con la presenza dello stesso commissario Luigi Gubitosi avrebbe creato le premesse per avviare le trattative. Fino ad ora infatti, Air France era rimasta a fare da spettatrice. Secondo indiscrezioni, Air France sarebbe tornata in gioco insieme a easyJet.

Ma al di là delle dichiarazioni ufficiali, il possibile ritorno di fiamma di Air France-Klm non sembrerebbe cogliere di sorpresa alcuni addetti ai lavori transalpini.

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