Morte dell'ispettore Raciti, concessa la semilibertà all'ultrà Micale

Omicidio Raciti vedova ispettore su semilibertà a Micale E legge ma mi sento sconfitta

Marisa Grasso vedova ispettore Raciti Daniele Micale

In poche parole, l'ex ultrà del Catania esce la mattina dal carcere, va a lavorare, e di notte rientra in galera per dormire.

Micale, nel passato novembre del 2012, è stato condannato definitivamente a 11 anni di reclusione. Così, all'Ansa, Marisa Grasso, vedova dell'ispettore Filippo Raciti, sulla concessione della semilibertà a Daniele Micale.

Micale, dice il Tribunale, "ha scontato oltre la metà della pena, fruisce regolarmente di permessi premi e da alcuni mesi è ammesso al lavoro esterno e ha svolto anche volontariato" all'esterno del carcere.

Tirreno-Adriatico: si parte con la cronosquadre al Lido di Camaiore Sport
L'iniziativa, organizzata da Rcs Sport/La Gazzetta dello Sport , comprende sette tappe per un totale di 982,5 km (media km 140,4). La Tirreno-Adriatico 2018 si annuncia spettacolare ma anche molto ben frequentata.


Le successive indagini - che si avvalsero delle immagini filmate dai circuiti di sicurezza dello stadio e da successive intercettazioni ambientali - portarono all'arresto prima di un indiziato minorenne, Antonino Speziale, e - dopo un anno - al fermo anche di un secondo indiziato maggiorenne, Daniele Natale Micale, al tempo appena ventenne. Il Tribunale ha infatti ritenuto di poter concedere la semilibertà nell'ottica "del graduale reinserimento sociale" al fine di consentire a Micale di "svolgere attività lavorativa come dipendente" di un supermercato. Inoltre, sottolineano i giudici, non ha precedenti ne' carichi pendenti e le neutre informazioni di Ps fanno ritenere che non sussistano attuali collegamenti con la criminalita' organizzata. Nessuna semilibertà invece per l'altro omicida, Antonino Speziale, che a differenza di Micale, fu condannato a soli 8 anni per lo stesso reato. Durante la partita seguono lanci di fumogeni e petardi, ma è a partita finita che si assiste ai violenti scontri tra circa 250 ultras catanesi e le forze di polizia. "Sono orgogliosa di lui e della sua divisa, ma oggi sento amarezza e non giustizia".

La vedova ha "ricevuto decine e decine di telefonate di colleghi" di suo marito, anche loro "amareggiati e delusi. Altrimenti si rischia di fare perdere la fiducia nella giustizia". Adesso - si interroga - come farò a dire a mio figlio, che aveva sei anni quando è avvenuta la tragedia, che può incontrare per strada uno delle due persone condannate per la morte di suo padre? Capirà che è la legge? "Ma è giusta questa legge?".

Latest News