Camorra, scacco agli affari della famiglia Moccia. Blitz con 45 ordinanze

Immagine di archivio

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Blitz della della Dia di Napoli contro il clan Moccia. Agenti della Dia, della squadra mobile di Napoli e carabinieri del Nucleo investigativo di Castello di Cisterna, con l'ausilio della Guardia di Finanza, hanno eseguito 45 ordinanze di custodia in carcere. Le accuse sono di associazione mafiosa, riciclaggio di ingenti somme di danaro, estorsione aggravata e possesso di armi comuni e da guerra.

In particolare, spiccano le figure di Luigi e Teresa Moccia, Filippo Iazzetta e Anna Mazza (deceduta). L'organizzazione è attiva a partire dal 2011 e fino a tempi più recenti nei territori dei comuni di Afragola, Casoria, Arzano, Frattamaggiore, Frattaminore, Cardito, Crispano, Caivano e Acerra, e anche in alcune città del Lazio.

Le indagini si sono avvalse del contributo di molti pentiti e si sono in parte svolte all'interno degli istituti penitenziari (anche col monitoraggio dei colloqui) da cui gli associati riuscivano a far uscire dei "pizzini" per comunicare con l'esterno e poter così gestire il clan anche in condizione di sorveglianza.

Arrestato in Spagna il boss superlatitante della nuova Banda della Magliana
A quanto ricostruito, erano diversi anni che Pellegrinetti viveva nella città spagnola. 9 su 10 da parte di 34 recensori Roma . Era ricercato da oltre 15 anni poichè ritenuto elemento apicale della nuova Banda della Magliana .


Il lavoro di intelligence ha portato alla luce i profondi contrasti esistenti tra alcuni dei cosiddetti senatori, ed hanno evidenziato il ruolo di primo piano assunto da Modestino Pellino, sorvegliato speciale domiciliato a Nettuno (Roma) e ucciso il 24 luglio 2012, subordinato solo a quello del capo indiscusso dell'associazione Luigi Moccia, già sottoposto a libertà vigilata a Roma, dove aveva da tempo trasferito i propri interessi.

Le indagini - hanno spiegato gli inquirenti - hanno consentito di mappare la struttura del clan, le responsabilità del vertice, dei dirigenti e dei relativi referenti sul territorio, le modalità di comunicazione tra gli affiliati, anche detenuti, la capillare attività estorsiva, l'imposizione delle forniture per commesse pubbliche e private, la ripartizione tra i sodali, liberi e detenuti, dei profitti illeciti, e le infiltrazioni del sodalizio negli apparati investigativi.

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