Intesa SanPaolo si conferma al top: profitti oltre le attese

Intesa SanPaolo si conferma al top: profitti oltre le attese

Intesa SanPaolo si conferma al top: profitti oltre le attese

In una giornata di forti vendite sui mercati a cui non fa eccezione Milano, Intesa Sp guadagna circa due punti percentuali.

La previsione di un utile in crescita nel 2018 sul 2017 combinata alla previsione di un pay-out dell'85% nell'esercizio corrente "significa che siamo pronti a a pagare significativi dividendi anche nel 2018", ha detto Messina.

A ridurre parzialmente questo effetto andrebbero i proventi dalla dismissione del 50% della piattaforma di recupero per un importo che potrebbe collocarsi tra 500m e 1 miliardo, utilizzando come benchmark di riferimento analoghe strutture come doBank e Cerved Credit Management.

Annunciando, inoltre, che i flussi dei nuovi crediti deteriorati sono scesi a "livelli pre-crisi". Nel discorso, Messina non ha esitato a rimbrottare le fissazioni regolatorie dei vertici della Banca centrale europea e indirettamente anche il vero stato di salute delle banche tedesche e francesi. "Grazie a tutti voi".

Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo ha approvato i risultati d'esercizio e consolidati al 31 dicembre 2017. Il risultato finale comprende il contributo pubblico cash di 3,5 miliardi di euro, a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall'acquisizione di certe attività e passività e certi rapporti giuridici di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Le slide mostrate nel corso della presentazione del Piano 2018-2021 indicano una riduzione del 15% della presenza fisica in Italia, da 3,6 a 3,1 milioni di metri quadri, con un calo del costo degli immobili di 98 milioni di euro (il 19%) da 507 a 409 milioni. Per l'anno in corso, Intesa prevede un aumento del risultato netto rispetto al 2017, escludendo dal risultato del 2017 il contributo pubblico cash di 3,5 miliardi. Il Rote è visto in aumento al 14,6% dal 9,3%, con un Roe al 12,4% (dal 7,9%). E' quanto si legge in un comunicato dell'istituto.

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Crediti deteriorati dimezzati entro il 2021 Il nuovo piano d'impresa di Intesa Sanpaolo prevede di dimezzare i crediti deteriorati lordi nel 2021 a 26,4 miliardi, da 52,1 miliardi nel 2017, e a 12,1 miliardi al netto delle rettifiche, dai 22,5 miliardi.

Nel piano al 2021, il gruppo scrive di puntare a un utile netto di 6 miliardi alla fine del periodo, con un tasso di crescita medio annuo del 12,1% rispetto ai 3,8 miliardi (al netto del contributo per le venete) del 2017. Le commissioni nette sono attese in aumento a 10 miliardi nel 2021, dagli 8,1 miliardi del 2017, con un'incidenza sui proventi netti che salirà dal 45% al 48%. I dettagli dell'operazione Carisbo, invece saranno resi noti successivamente. La banca riserva particolare attenzione alla Cina come opzione di crescita nel wealth management, e si dice disponibile a valutare una possibile partnership con un primario operatore industriale locale.

Il board ha deciso di proporre all'assemblea dei soci la conversione obbligatoria delle azioni di risparmio della banca in azioni ordinarie. Morgan Stanley agisce in qualità di financial advisor di Intesa Sanpaolo S.p.A.in relazione alla Conversione, mentre White & Case LLP agisce in qualità di advisor legale.

Secondo le indiscrezioni finora trapelate i pilastri del nuovo piano pluriennale di #Intesa SanPaolo saranno, da un lato la riduzione dei costi e un drastico ridimensionamento dei #NPL, dall'altro un ulteriore progresso verso l'attività di asset management puntando sulle assicurazioni e il risparmio gestito. Il piano d'impresa considera la possibilità di intraprendere una "partnership con un operatore industriale globale come possibile acceleratore della strategia dell'Asset Management".

Sul fronte di costi si segnalano l'incorporazione di Banco Napoli e delle banche del territorio, l'ottimizzazione nell'asset management e il piano di riduzione di filiali e dipendenti concordato con i sindacati. Previsto poi lo sviluppo di un'offerta di prodotti attrattiva per il mercato cinese, avvalendosi di Penghua (società controllata al 49%) e di altre società e l'avvio della distribuzione di prodotti assicurativi.

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