Truffe e riciclaggio su abbonamenti a riviste, 18 arresti

Attendere un istante stiamo caricando il video

Attendere un istante stiamo caricando il video

L'inchiesta, denominata "Safe Magazine", ha smantellato una collaudata organizzazione criminale che, attraverso pressanti telefonate, avrebbe obbligato centinaia di cittadini a pagare debiti per migliaia di euro, a fronte di abbonamenti mai stipulati a false riviste riconducibili alle Forze dell'ordine. A illustrare i dettagli dell'indagine sono stati il Procuratore di Monza, Luisa Zanetti, il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Milano Paolo Kalenda, il comandante del Gruppo della Guardia di Finanza di Mnza, Massimo Gallo e in rappresentanza delle Fiamme Gialle del Gruppo di Ivrea era presente la Dottoressa Giada Patriarca. Le indagini sono scaturite da una denuncia per truffa presentata, a novembre 2015, alla Guardia di Finanza di Ivrea (Torino) da un sessantasettenne che era stato indotto, con continue telefonate di un sedicente avvocato, a pagare con bonifici circa 8.000 euro per saldare dei debiti inesistenti relativi ad abbonamenti a riviste legate alle forze dell'ordine. Dagli accertamenti della locale guardia di finanza è emerso che le basi operative dei truffatori si trovavano a Brugherio e Cologno Monzese, nelle province di Monza e Milano. Il Nucleo mobile delle Fiamme Gialle monzesi proseguiva così l'attività investigativa, articolatasi in intercettazioni telefoniche e ambientali, servizi di osservazione e pedinamento, nonché indagini finanziarie. Il Gip del Tribunale di Monza ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per otto indagati e ai domiciliari per gli altri dieci. I militari hanno infatti scoperto che alcuni membri dell'associazione si spacciavano per avvocati, giudici, ufficiali giudiziari, funzionari dell'Agenzia delle entrate ed appartenenti alla Guardia di Finanza. I truffatori riferivano alle loro vittime di atti di pignoramento già emessi nei loro confronti, proponendo loro una transazione bonaria di migliaia di euro da versare tramite bonifico bancario. Qualora le vittime non avessero accettato - questa la minaccia dei truffatori - sarebbe proseguita la procedura di recupero forzoso del credito. Vestivano panni sempre diversi e, talvolta, cambiando la voce per fingersi persone differenti nel corso della stessa telefonata, riuscivano a far credere alle vittime di essere realmente chi non erano.

I proventi illeciti complessivamente conseguiti dall'associazione criminale tra il 2015 e il 2016 ammontano a circa 2.000.000 di euro. I bonifici delle vittime del raggiro venivano versati su conti correnti e carte prepagate, intestati ad altri membri dell'associazione o a dei "prestanome".

Sanremo 2018: Gianni Morandi si commuove sul palco dell'Ariston
Il Festival di Sanremo 2018 firmato Claudio Baglioni ha preso il via con la prima serata, tra la bravura di Michelle Hunziker , le performance canore di Pierfrancesco Favino e i grandi ospiti. " Vediamo ", la risposta del romano.


A due dei promotori del sistema criminale è stato, inoltre, contestato il reato di autoriciclaggio, avendo utilizzato una parte del profitto derivante dall'attività truffaldina (225mila euro) per acquistare un immobile intestato ad una società dagli stessi amministrata.

Latest News