Dj Fabo, la sentenza su Cappato: atti inviati alla Corte Costituzionale

Processo Cappato, in attesa della sentenza. Rose rosse per pm e fidanzata di Fabo

Dj Fabo, Tribunale Milano assolve Cappato e rinvia questione a Corte Costituzionale

"Qui dobbiamo parlare di autodeterminazione non solo perché lo impone la Costituzione, ma perché l'Europa e la Corte per i diritti dell'uomo ne hanno parlato esplicitamente anche su casi assimilabili" a chi come Fabo passa da una vita "un po' ribelle" - tra lavoro, passione per la musica e il motocross - a una immobile, "in gabbia, con il cervello a impartire ordini e il corpo a ignorarli per sempre". La Corte d'Assise di Milano ha deciso che la materia merita l'analisi della Corte Costituzionale. Dopo avere diffuso diversi appelli per poter scegliere volontariamente di morire in Italia, il 27 febbraio 2017 si è fatto accompagnare dal leader radicale Marco Cappato, dell'Associazione Luca Coscioni, in una clinica della Svizzera, Paese dove ciò che Fabo desiderava si può fare. Per Cappato i pm avevano già chiesto l'archiviazione, ma fu il gip Luigi Gargiulo il 10 luglio scorso a disporre l'imputazione coatta spiegando che l'esponente radicale avrebbe addirittura "rafforzato" il proposito di suicidio di Dj Fabo.

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In realtà, che potesse accadere qualcosa di simile a quanto successo alla nave del Cane a sei zampe, non era imprevedibile. La nave resta quindi in posizione in attesa di ulteriori disposizioni.


Assoluzione. L'alternativa alla condanna è una sentenza di assoluzione ed in questo caso potrebbe farlo sia per l'interruzione del nesso causale aderendo all'interpretazione restrittiva della norma sia perchè ritiene di dover interpretare i fatti compiuti in situazioni specifiche (malato irreversibile e con sofferenze - Fabiano) come costituzionalmente orientati. È atteso oggi il verdetto del processo a carico di Marco Cappato, finito sul banco degli imputati per aver fornito un "aiuto concreto" a Fabiano Antoniani, conosciuto come dj Fabo. La sentenza non arriverà prima delle 14.30: lo ha comunicato Ilio Mannucci Pacini, presidente della prima Corte d'Assise di Milano a chiusura della breve udienza, prima di riunire la Camera di Consiglio. In subordine rispetto alla richiesta di assoluzione "perché il fatto non sussiste", i pm hanno chiesto l'invio degli atti alla Consulta. Da lì partì l'indagine che lo vede ora imputato per aiuto al suicidio e per la quale rischia una condanna dai 5 ai 12 anni di carcere. Cieco e paraplegico per via di un incidente in auto, Dj Fabo scelse la strada del suicidio assistito chiedendo aiuto all'associazione Luca Coscioni. Gallo, come riportato da Il Giorno, ha aggiunto: "Potrebbe essere assolto alla luce dei principi costituzionali che non erano conosciuti all'epoca della redazione del divieto del codice penale".

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