Facebook: "Se non vi piacciamo, andatevene"

Facebook spia le attività online tramite Protect

Facebook spia le attività online tramite Protect di Matteo Testa, 14 febbraio 2018

La storia di un'elezione che ha scioccato Facebook, e le cui conseguenze hanno messo la compagnia sotto assedio. "I confini tra realtà e finzione, documentazione e falsificazione, "reale" e "falso" non sono mai state così scivolose e difficili da individuare". A gettare ulteriore benzina sul fuoco ci ha pensato anche Samidh Chakrabarti, responsabile per il civic engagement: "I social network possono mettere a rischio la democrazia, vorrei poter garantire che gli aspetti migliori avranno la meglio su quelli critici, ma non posso", ha detto, riferendosi senza mezzi termini alla responsabilità di Facebook nella campagna presidenziale Usa. Questo è solo il primo atto dell'iter processuale, la società ha annunciato di ricorrere in appello contro la sentenza e ha, inoltre, dichiarato "il massimo impegno a rispettare le regole europee, anche in virtù dell'arrivo del Gdpr", il Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali in vigore dal 25 maggio prossimo in tutti i Paesi dell'Ue. Poi - e questo è particolarmente evidente con l'ultimo cambiamento d'algoritmo - ha dato la precedenza nella News Feed ad altri tipi di contenuti, come quelli pubblicati da amici e famigliari.

Oggi sembra essere arrivato al capolinea, ovvero pare aver scelto di tornare a privilegiare un altro tipo di esperienza per gli utenti, che ricorda quella per cui il social network è nato: connettersi con le persone.

Il 2018 si conferma sempre più l'anno della resa dei conti per Facebook. Ma adesso, gradualmente, il social network si sta evolvendo. Non si può rendere il mondo più aperto e connesso se si va alla deriva.

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La novità è stata annunciata da Campbell Brown durante l'evento Code Media che si è svolto a Huntington Beach. La manipolazione di informazioni e immagini online, in particolare tramite i social media e in generale con media digitali, viene utilizzata per distorcere la nostra percezione (e influenzare la nostra politica) con modalità che non hanno precedenti. Nella situazione attuale il messaggio dei due manager è chiaro: il lavoro di Facebook non è quello di pregarti di rimanere.

È evidente il tentativo della creatura di Zuckerberg di svincolarsi dal dominio dell'industria dell'editoria. Il social network di Mark Zuckerberg, quindi, non si accontenta più di conoscere tutto ciò che facciamo su Facebook, ma usa un VPN come testa d'ariete per spiare ogni nostro movimento su mobile. Abbiamo delle squadre dedicate per ognuna di queste tematiche, ma soprattutto abbiamo una nuova strategia: "vogliamo migliorare le cose buone che abbiamo costruito in Facebook, unire le persone e aiutarle nel loro sforzo di costruire comunità che abbiamo un valore", spiega Cox.

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