Israele, chiesta incriminazione per Netanyahu. Lui: "Non mi dimetto"

Benjamin Netanyahu

Benjamin Netanyahu

Ora tocca al procuratore generale decidere se incriminare il premier, potrebbero volerci settimane o mesi. La polizia ha rilevato di aver trovato "prove sufficienti" per accusarlo di aver accettato tangenti. "Il governo finirà il mandato e sono certo che nelle prossime elezioni (nel novembre 2019), otterrò nuovamente la vostra fiducia", ha detto, la faccia tesa, rivolgendosi agli israeliani, ricordando di aver dedicato "una vita al servizio del Paese". "Queste raccomandazioni non hanno valore legale -ha aggiunto- in una democrazia".

Le inchieste sono due e hanno richiesto due anni di indagini.

La polizia israeliana ha chiesto l'incriminazione del premier Benjamin Netanyahu per corruzione. La polizia ha interrogato un'ottantina di di testimoni. Netanyahu è indagato per corruzione, frode e abuso di fiducia.

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Netanyahu ha respinto tutte le accuse della polizia nei suoi confronti che ha raccomandato la sua incriminazione per corruzione in due casi. Per aiutarlo, Netanyahu addirittura intervenne tre volte di persona con il Segretario di Stato, John Kerry.Tuttavia le ricostruzioni dei poliziotti adombrano che le sigillate cassette di vino ottenute in regalo dal premier potessero contenere anche dell'altro.

La giustizia israeliana può avere la mano pesante con i politici, basti pensare che il predecessore dell'attuale primo ministro, Ehud Olmert, sta scontando 18 mesi di carcere per motivi analoghi. E proprio Olmert, e' uscito dal suo silenzio mercoledi', augurandosi che.

I terzo caso riguarda i sottomarini acquistati dalla Germania, per cui sarebbero state intascate tangenti da uno stretto collaboratore del premier: già nel 2017 un'inchiesta aveva portato agli arresti dell'ex capo dello staff del premier, David Sharan, e di alcuni militari della marina, ma il giro di denaro è stato costruito in modo da rendere difficoltoso comprovare la diretta partecipazione di Netanyahu.

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