Principe libero, L'Isola dei Famosi è seconda

Fabrizio De André Principe Libero

Principe libero, L'Isola dei Famosi è seconda

E qui avviene quello che in molti hanno definito il miracolo del film.

Il film tv si sofferma sul significato dell'incontro con Luigi Tenco che ha risvolti sulla sfera professionale e artistica di Fabrizio De André, e sulla collaborazione con il poeta Riccardo Mannerini.

Sarà trasmesso su Rai1 in due puntate il 13 e 14 febbraio. Questo grazie anche alla magistra rappresentazione di Luca Marinelli che fa porta sul grande e piccolo schermo la sua idea di Fabrizio De André. Volevo conoscere lei e da subito la osservavo e le parlavo.

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"Io sono un principe libero, e ho altrettanta autorità di fare guerra al mondo intero, quanto colui che ha cento navi in mare". Buoni l'ambientazione, la fotografia, la recitazione. Poi certo, lo dicevamo all'inizio, la terza parte quella del rapimento in Sardegna della Ghezzi e De André, perde di mordente, di ritmo, si avvinghia sulle soluzioni di scrittura e regia più semplici da fiction tv, quelle con scontati nessi di causa ed effetto senza alcunchè in mezzo. Gli interni delle case sono in un realistico stile anni '70. È stata un'occasione importante per i ragazzi presenti, dato che hanno potuto assistere alla proiezione del film con ospiti di rilievo. L'inflessione romanesca personalmente non l'ho avvertita, anche se qualche "belìn" intercalato credo ci sarebbe stato bene. Un accento "tutt'altro che genovese e spiccatamente del centro-sud", come lamentano i puristi. Luca Marinelli è stato apprezzatissimo nel ruolo interpretato.

C'è poco Faber nella fiction su Faber Questa è una contestazione molto frequente, ma - ci sentiamo di dire - piuttosto opinabile. Averla sul set mi terrorizzava, ma lei era lì per amore del film e di tutti noi. Pregevole, invece, il racconto del sequestro.

Intanto negli anni sessanta comincia a formarsi un gruppetto di amici tutti poeticamente "visionari", cantautori e genovesi, che si ritrova ogni sera in un locale in Via del Campo, oggi museo: nasce così la "scuola genovese", un movimento culturale ed artistico prevalentemente legato alla canzone d'autore. Sentendosi a suo agio più con gli emarginati dei carruggi che nelle feste borghesi degli amici di famiglia. De André era anche molto meticoloso in studio di registrazione, per essere certo che il prodotto finito fosse come lui lo voleva. Il timbro (inimitabile) e l'inflessione dialettale (imitabilissima) di De Andrè non vengono nemmeno scimmiottate. Mina disse a Fabrizio: 'Perché, tu che scrivi canzoni solo per te stesso, e noi te le rubiamo, per una volta non dedichi una canzone a una di noi?'. Il film, scritto da Francesca Serafini e Giordano Meacci, è stato diretto da Luca Facchini, con la supervisione di Dori Ghezzi, e co-prodotto da Rai Fiction e Bibi Film.

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