Sicilia, Nebrodi commissariati: Musumeci destituisce Giuseppe Antoci

Sicilia, Nebrodi commissariati: Musumeci destituisce Giuseppe Antoci

Sicilia, Nebrodi commissariati: Musumeci destituisce Giuseppe Antoci

Intanto, 21 sindaci dei Nebrodi hanno mandato una lettera a Musumeci chiedendogli di ripensarci ed elogiando il lavoro svolto in questi anni dal presidente del Parco: "Dopo anni di commissariamenti - dicono - abbiamo finalmente visto ripartire l'ente che è diventato volano di sviluppo e attrattiva turistica".

"Rispettiamo le prerogative del Presidente della Regione nella scelta dei dirigenti della Regione e degli enti, la mancata riconferma di Giuseppe Antoci alla guida del Parco dei Nebrodi tuttavia ci sembra una scelta certamente da non condividere perché si lascia sola una persona che ha dimostrato autorevolezza, competenza e rigore nella lotta all'illegalità e che proprio per questo suo impegno ha subito un attacco violento della mafia". Musumeci oggi ha anche nominato 27dirigenti generali dell'amministrazione, 16 dei quali nuovi.

Danimarca, morto il principe Henrik
Figlio di conti, Henri Marie Jean André de Laborde de Monpezat , era nato l'11 giugno del 1934 a Talence, vicino Bordeaux. Secondo il regolamento una principessa, sposando il re, può diventare regina, mentre un principe non può diventare re.


E' polemica dopo la sostituzione di Giuseppe Antoci al vertice del Parco dei Nebrodi. "Citare le battaglie sulla legalità che noi tutti, insieme al presidente Antoci, abbiamo portato avanti in questi anni sarebbe semplice". Ventuno sindaci dei comuni dei Nebrodi, nel Messinese, la Fondazione Caponnetto e, eanche a dirlo, il senatore del Pd Giuseppe Lumia chiedono che non sia revocato l'incarico al presidente del Parco dei Nebrodi, provvedimento adottato dalla nuova giunta regionale siciliana guidata da Nello Musumeci. Per la Fondazione Antonino Caponnetto, "Antoci ha operato molto bene ed al di sopra delle parti politiche". E poi aggiunge: "Quale interesse politico è stato ritenuto così prioritario al punto da sacrificare un percorso virtuoso di legalità e sviluppo come quello portato avanti da Antoci? Il Presidente della Regione, attraverso la mia rimozione e il commissariamento del Parco mi ha fatto comprendere, in maniera inequivocabile, da quale parte sta". Infine - conclude - voglio sottolineare che Antoci non ha incrociato la 'mafia dei pascoli', come riduttivamente e furbescamente qualcuno sostiene per minimizzare la portata della sfida, ma la 'mafia dei terreni', violenta, ricca e potente, in grado di fare affari e produrre profitti superiori allo stesso traffico di droga. Con questa scelta - continua Lumia - l'esposizione al rischio aumenta ulteriormente.

"Sono stati anni intensi, a tratti difficili, ma pieni di amore e di passione, di risultati - ha detto anche Antoci -". "Ho assunto la Presidenza del Parco dopo dieci anni di commissariamenti - ha ricordato -, trovandolo depotenziato, mortificato e considerato, nonostante il valore dei suoi dipendenti e dei suoi dirigenti, un carrozzone. Tutto questo non conta è prevalsa la logica, non di decrocettizzare, ma quella di lottizzare".

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