Furto di ovociti a un'infermiera, il ginecologo Antinori condannato a 7 anni

Sanità caso Antinori ginecologo condannato a 7 anni e 2 mesi

SEVERINO ANTINORI CONDANNATO, PRELIEVO FORZATO DI OVULI/ Ultime notizie: difesa ”innocente, verità stravolta”

L'inchiesta, che aveva portato ai domiciliari il ginecologo, era partita due anni fa dopo la denuncia della giovane. I pm Maura Ripamonti e Leonardo Lesti avevano chiesto 9 anni di carcere per Antinori sostenendo che si fosse reso autore, assieme ad altre persone del suo entourage, di una "violenza di gruppo" ai danni della ragazza. Il ginecologo è stato anche "interdetto dall'esercizio dellaprofessione medica" per "5 anni e 6 mesi". Due anni a Gianni Carabetta, l'unico ad ottenere le attenuanti generiche: era coimputato di Antinori per una presunta tentata estorsione, in relazione a minacce telefoniche a una coppia di clienti della clinica Matris per ottenere il pagamento di oltre 25 mila euro per avere un figlio con la fecondazione assistita. È il commento dell'avvocato Gabriele Maria Vitiello, difensore insieme agli avvocati Carlo Taormina e Tommaso Pietrocarlo, del ginecologo.

L'imputato Antinori si è sempre professato innocente e completamente estraneo ai fatti contestati. "Una sentenza oltremodo eccessiva che stravolge la verità dei fatti". "Il medico oggi non è qui perché non sta bene, questa vicenda gli ha stravolto la vita". La 23enne di origini marocchine ha ammesso che, in principio, aveva acconsentito al prelievo di ovuli in cambio di 7mila euro ma di averci ripensato per tenere fede ai dettami della religione musulmana. Nonostante il suo 'no' Antinori e la segretaria (Balduzzi) l'avrebbero "afferrata con la forza" e portata in sala operatoria dove l'anestesista Marcianò le avrebbe "messo un braccialetto verde al polso" per poi procedere con l'anestesia. La ragazza ha tentato fino all'ultimo di evitare il prelievo, al punto da aver "urlato ad Antinori e alla Balduzzi di lasciarmi - ha detto ai giudici - ma poi Marcianò mi ha fatto una puntura".

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Non è mai veramente uscita dal cancelletto di partenza nella seconda, accumulando ritardo intermedio dopo intermedio. Perche' anche se si trova a Pyeongchang da giornalista, sulla pista di Yongpyong c'era il suo sangue a gareggiare.


Confermata, fino alla sentenza definitiva, la confisca degli embrioni sequestrati. "Da quel momento in poi non ricordo più nulla". "Colei che mi accusa, con una ordinanza di quasi 30 pagine, è stata qualificata calunniatrice da altro giudice del tribunale di Milano che ne ha ordinato l'imputazione coatta", è il commento di Antinori.

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