Catanzaro, vasta operazione antidroga: 51 persone finite in manette

Catanzaro, vasta operazione antidroga: 51 persone finite in manette

Catanzaro, vasta operazione antidroga: 51 persone finite in manette

Il procuratore ha illustrato in conferenza stampa l'esito di un blitz congiunto di Polizia e Arma dei carabinieri che ha confermato la presenza, a Catanzaro, di una consorteria che - ha spiegato ancora Gratteri - aveva importanti collegamenti con le piu' agguerrite famiglie di 'ndrangheta della Locride, come i Pizzata e una 'ndrine dei Pelle di San Luca, e del Crotonese, in particolare quelle di Isola Capo Rizzuto. Su richiesta della Procura locale sono stati eseguiti 51 arresti nei confronti di persone accusate, a vario titolo, di reati di produzione, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti.

L'attività investigativa - di fatto - ha permesso di ricostruire e disarticolare una potente associazione operante nella zona sud del capoluogo calabrese. "Un'inchiesta - ha aggiunto Gratteri - che poteva essere conclusa prima se ci fossero stati uomini e mezzi adeguati, ma che abbiamo portato a termine adesso che abbiamo uomini e mezzi adeguati".

Venti persone in carcere, ventotto agli arresti domiciliari e quattro con obbligo di dimora nel Comune di residenza.

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Il provvedimento racchiude vari filoni di indagine separatamente condotte dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Catanzaro e dalla Squadra Mobile della Questura di Catanzaro.

"E' un' indagine importante perché rende più libera la città". A sua volta l'altro procuratore aggiunto della Dda, Vincenzo Capomolla, ha ricordato le tappe di un'inchiesta che e' partita nel 2009: "In quell'anno in cui - ha riferito - gli investigatori hanno incominciato a monitorare l'attivita' e l'ascesa del gruppo criminale catanzarese, e successivamente le attivita' illecite di questo gruppo si sono intrecciate con tante altre al centro di altre nostre inchieste, come ad esempio quella denominata 'Johnny'".

I pm sono riusciti nell'impresa grazie alle intercettazioni telefoniche e alle microspie piazzate all'interno delle auto degli spacciatori. Dalle indagini è emersa una peculiare modalità operativa del gruppo: la cessione in conto vendita della droga, il cui regolare pagamento era garantito dalla forza di intimidazione esercitata dal sodalizio sugli spacciatori al dettaglio e sui consumatori. Specialmente, della Locride e del Crotonese.

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