Salvini e Berlusconi agli antipodi su tutto

Fine del duro confronto avvenuto in questi giorni sulla designazione del candidato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. È raro, infatti, trovarsi di fronte a una coalizione in cui ognuno persegue un proprio progetto politico, diverso dall'alleato e spesso in aperta competizione con lui.

Lo avevano ben chiaro tutti sin dall'inizio delle ostilità.

"Io ministro Salvini? Sono incandidabile..." "ha detto Berlusconi a Fazio - Comunque se la Lega avesse più voti di Forza Italia, c'è un accordo preso tra gli alleati e con assoluta lealtà accetteremmo e sosterremmo Matteo Salvini premier, ma sono sicuro che vinceremo noi.". "Mentre invece l'antifascismo c'è e mi preoccupa eccome, tanto che a Piacenza si è prodotto in quella cosa ignobile di picchiare un esponente delle forze dell'ordine". In genere, tuttavia, esistono dei punti federativi condivisi: il nome del candidato premier, per esempio, o, nel peggiore dei casi, almeno un nemico comune. "La Lega e' un partito responsabile e consapevole di questa realtà, e noi rispettiamo i suoi valori e il suo apporto". E se prenderà il timone del Governo, il leader della Lega ha giurato che non si monterà la testa come hanno fatto gli altri partiti in questi anni. Non è affatto detto che FI prenda quel voto in più.

Così Israele ricorda a Monaco la minaccia iraniana
Infine, rivolgendosi al ministro iraniano degli Esteri il premier israeliano ha mostrato "un pezzo di drone iraniano". Poi però un affondo sulla presunta invincibilità israeliana e la minaccia che Teheran non resterà a guardare.


Una campagna elettorale che il segretario Pd Matteo Renzi, nella sua enews ha definito "lunare". "Mi auguro che i sardi il 4 marzo capiscano da che parte stare e non scelgano coloro che hanno tradito i nostri valori per allearsi con i nemici della Sardegna".

Eppure, Maria Stella Gelmini garantisce che "i dati sono confortanti: al Nord la Lega è un po' più avanti nella quota proporzionale, però sarà un pareggio per come siamo riusciti a distribuire le candidature".

Mancano ancora le altre riforme: sulla giustizia, dove "serve la certezza della pena, fondamentale, e la riforma dovrà riguardare anche i giudici, perché se sbagliano devono pagare" e sulla scuola "che è stata massacrata e se ne vedono i risultati con i ragazzi o genitori che prendono a pugni le maestre: non bocciare alle elementari è quanto di più diseducativo possibile".

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