Ecco la catena WhatsApp dell'aumento in bolletta: bufala a metà

Bollette parte la rivolta. L'oncologo

Ecco la catena WhatsApp dell'aumento in bolletta: bufala a metà

Occhio però, perché se da un lato viene ribadito il concetto della bufala bollette Enel, allo stesso tempo c'è un'apertura finale che conferma le notizie di mercoledì sera, secondo cui una parte del debito accumulato dai gestori a causa dei clienti morosi potrebbe essere effettivamente coperta in futuro da chi paga regolarmente. Sul caso della bufala è intervenuto anche il Codacons: "Stanno circolando sui social network e attraverso testi inviati da cellulare messaggi che annunciano un addebito da 35 euro sulla bolletta della luce di aprile, finalizzato a coprire i debiti degli utenti morosi, quelli cioè che non hanno pagato la propria bolletta elettrica - denuncia il Codacons - Un messaggio pericolosissimo perché invita anche a non pagare la bolletta in attesa di una non meglio specificata sentenza del Tar, e a decurtare questi 35 euro dal bollettino postale".

Proprio in tal senso il Codacons sta preparando un ricorso al Tar della Lombardia, dove si impugnerà la delibera dell'Autorità per l'energia chiedendone l'annullamento nella parte in cui addebita all'intera collettività gli oneri di sistema non pagati. Ma si violerebbe anche il codice del consumo, per quanto riguarda buona fede, correttezza, e informazione del consumatore nel contratto. Ma cosa prevede questo documento? E oggi arrivata una nota di Enel per fare chiarezza sulla questione.

"Negli ultimi giorni si è diffusa una notizia che ha generato un certo scompiglio tra i consumatori".

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Walter Sabatini , 62 anni, è il coordinatore dell'area tecnica di Suning Sports Group, con Piero Ausilio, 45, d.s. dell'Inter . Ci auguriamo che possa entrare a pieno regime affinché si possa raggiungere l'obiettivo che è la Champions League .


Sopra abbiamo esposto i motivi ufficiali dell'aumento in bolletta elettrica che purtroppo bufala non è, ma nel video che circola ora su WhatsApp con la Gabanelli si evidenziano invece le vere ragioni della maggiore spesa che risiedono tutte in un decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 21 dicembre 2017. Contrariamente a quanto riportato da diversi organi di stampa, non rientrerebbero in questo scenario i cosiddetti furbetti del "turismo energetico", ovvero quei consumatori che vagano da un fornitore all'altro, lasciando bollette non pagate alle spalle.

Parallelamente sono nate anche altre iniziative come quello del deputato Mauro Pili, ex presidente della Regione Sardegna, che ha organizzato una raccolta firme per contrastare il provvedimento.

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