Huawei RoadRead: a guidare l'auto ci penserà lo smartphone

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Huawei RoadRead: a guidare l'auto ci penserà lo smartphone

Huawei assicura che con questa operazione "si appresta a superare tutti i limiti finora conosciuti e a mettere alla prova le capacità di apprendimento, la velocità e le prestazioni" dei propri dispositivi.

Anche Huawei (chissà cosa ne penseranno gli 007 americani visto che recentemente hanno lanciato un'allarme sull'utilizzo di questi, e di quelli di Zte, vedi la notizia su TheVerge) si lancia sul settore automotive e dopo aver realizzato un cellulare dalle grandi perfomance insieme a Porsche (leggi qui), proprio con la Casa tedesca, con una Panamera, ha testato il progetto RoadReader, ovvero uno smartphone dotato di Intelligenza Artificiale per guidare un'automobile. E i piccoli indizi - sparsi nei documenti inviati ai giornalisti - ci portano a pensare che anche questo smartphone sfrutterà l'Intelligenza Artificiale estendendola ancor di più alla fotografia. Un ambito in cui Huawei si è già affermato da tempo, grazie ai risultati ottenuti dal suo P10 o dal più recente Mate 10 Pro, ma il colosso cinese è già pronto a dominare il 2018 con la sua nuova generazione di smartphone. Il progetto RoadReader verrà presentato al Mobile World Congress di Barcellona il 26-27 febbraio. Il dispositivo la utilizza per riconoscere automaticamente i soggetti che vengono inquadrati, come gatti, cani o cibo e aiutare gli utenti a scattare foto da veri professionisti.

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"Il nostro smartphone è già eccezionale, pensate solo alla funzionalità del riconoscimento degli oggetti", spiega Andrew Garrihy, Chief Marketing Officer di Huawei Western Europe. Gli appassionati avranno la possibilità di testare direttamente l'auto, insegnandole come identificare ed evitare determinati ostacoli. La maggior parte delle auto autonome attualmente in fase di sviluppo si basa sulla potenza di calcolo di chip appositamente sviluppati dai fornitori terzi di tecnologie.

Huawei è presente con i propri prodotti e servizi in oltre 170 paesi e serve un terzo della popolazione mondiale.

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