Il Rapporto Amnesty sui diritti umani

Il Rapporto Amnesty sui diritti umani

Il Rapporto Amnesty sui diritti umani

Un Paese "intriso di odio e di ostilità, che discrimina, razzista e xenofobo, che rifiuta le opinioni diverse, le culture diverse". E' duro il ritratto fatto da Gianni Rufini, direttore generale di Amnesty International, in occasione del lancio del Rapporto 2017-2018 dell'organizzazione. "Se nel 2014 l'Italia era orgogliosa di salvare i migranti in mare e considerava l'ospitalità un valore importante, oggi c'è la paura dell'altro, che spesso sfocia in episodi di razzismo e violenza, come a Macerata, o a Palermo e Perugia". Preoccupa la politica di contenimento dell'immigrazione: "Stiamo voltando le spalle alla sofferenza, alle torture e alla schiavitù che accade in Libia", ha detto il portavoce, Riccardo Noury. "Non so se è questa l'Italia che vogliamo, purtroppo è l'Italia che sta uscendo da questa campagna elettorale, da questi ultimi mesi di dibattito politico".Per Rufini sono cambiate molto le cose negli ultimi anni.

E' un'Italia razzista e xenofoba, poco propensa ad accettare e tollerare il diverso, quella che si appresta a votare alle elezioni del prossimo 4 marzo. "Quindi è stata creata una task force di 80 persone attive sul territorio, che da settembre a oggi ha condotto 500 interventi di dialogo complesso con persone difficili".

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Gli uffici capitolini hanno infatti rilasciato un parere seguendo pedissequamente quanto loro imposto dalla sopraccitata legge regionale .


Secondo Amnesty, la tendenza all'ostilità verso l'altro "non riguarda solo i migranti, ma anche i rom, le persone Lgbt, riguarda le donne" e anche "i poveri". "Il presidente Trump a inizio anno ha affermato che avrebbe appoggiato la tortura e queste dichiarazioni possono essere da traino gratuito per tutti gli altri governi ".

"A fronte di tale situazione solo una cittadinanza attiva e consapevole può fare la differenza, per tornare a difendere i diritti dei più deboli e a ribadire che siamo tutti uguali".

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