Un clochard muore a Milano

Un clochard muore a Milano

Un clochard muore a Milano

Dormiva sotto i portici sui quali di giorno si affacciano uffici, bar e ristoranti, ma che di sera diventano il riparo di fortuna di decine di clochard.

In un primo momento si era pensato a una morte dovuto al freddo, poi, dopo i primi accertamenti dei sanitari, è emerso che la morte sarebbe avvenuta per overdose. Era noto alle unità mobili dei sevizi sociali e faceva parte di un gruppo storico di clochard 'irriducibili'. "Quando sono arrivati gli altri si sono alzati, come accade sempre, lui purtroppo no". Nelle ultime ore, fa sapere il sindaco Giuseppe Sala, "sono stati contattati più di 200 di loro e, da quanto mi riferiscono, solo 8 hanno accettato la nostra offerta", nonostante ci siano a disposizione 250 letti sui 2.700 ricavati da Palazzo Marino.

Milano, incendio in via Quarenghi: fiamme devastano appartamento
Il palazzo, in passato di proprietà dell'Aler, le case popolari della Regione Lombardia, non ha subito danni strutturali. Un incendio è scoppiato in un appartamento di un palazzo in via Quarenghi 37, a Milano .


Vicenda questa che pone ancora una volta il problema della prevenzione nei confronti dei senzatetto.

In considerazione dell'emergenza, giusto ricordare che il Comune aveva predisposto delle strutture per far dormire i senzatetto e la polizia locale aveva predisposto delle squadre per convincerli ad andare in quei luoghi. Inoltre ha ribadito che "la legge non ci permette di obbligarli ad accettare un letto al caldo nei nostri centri". Per questo non fermeremo la nostra azione: già da stamane Polizia Locale, Protezione Civile e operatori sociali sono di nuovo all'opera per aiutare e convincere i senzatetto ad accettare l'aiuto di Milano. Per gli amici era "Max lo chef": raccontano del suo passato da cuoco (anche se non risultano impieghi in grandi alberghi come riferito da alcuni senza fissa dimora) e dei guai che progressivamente l'avevano catapultato nel tunnel dell'etilismo.

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