Crollo PD, si dimette Matteo Renzi

Crollo PD, si dimette Matteo Renzi

Crollo PD, si dimette Matteo Renzi

"Stiamo seguendo come tutti l'evoluzione dei risultati ed è chiaro che si tratta di una sconfitta molto evidente e molto chiara, molto netta", dice il vicesegretario del Pd Maurizio Martina al Nazareno.

Ore di scontri e tensioni in casa Pd all'indomani delle elezioni politiche che hanno sancito la sconfitta del partito guidato da Matteo Renzi. "Non c'è mai stato un accanimento così forte contro una persona come nel caso di Renzi; ovviamente va fatta autocritica e dobbiamo rimettere in discussione la linea politica e la segreteria del partito".

Matteo Renzi si dimette da segretario del Partito Democratico. "Abbiamo detto no a un Governo con gli estremisti e degli estremisti e non abbiamo cambiato idea", rimarca ancora. Il 13 febbraio 2014, con il governo Letta sfiduciato proprio con una mozione venuta dal neo-segretario Pd, dopo quell'#Enricostaisereno con cui gli aveva ribadito la propria apparente fiducia. Siamo distanti da Salvini e Di Maio, dal loro antieuropeismo, dalla loro antipolitica, e dal linguaggio dell'odio usato dai loro partiti nei confronti dei nostri militanti. "Chi ha vinto non ha i numeri per governare, sono vittime del no al referendum costituzionale, dimostrino ora il loro valore", ha proseguito escludendo accordi con il Movimento 5 Stelle o il centrodestra.

In questa campagna elettorale segnata dalle bugie ce n'è una che non la è: nessun accordo. Un congresso che permetta la leadership possa fare ciò che deve. Si attendono i dati definitivi, per il momento Renzi resta chiuso per un'analisi del voto.

Come si vota? 10 cose da sapere
Gli elettori della Camera dei deputati sul territorio nazionale sono 46.604.925: di cui 22.430.202 maschi e 24.174.723 femmine. Non si può votare contemporaneamente il candidato uninominale di una lista e una lista che non sostiene quel candidato.


Non ci sono i ministri Graziano Delrio e Dario Franceschini, non ci sono i leader della minoranza Andrea Orlando e Michele Emiliano. Quanto all'immediato futuro chiarisce: "Cosa farò io?". E se sembrano declinare le chance di Paolo Gentiloni per un "bis", nelle ore dell'attesa è un altro il nome a circolare tra i Dem per un possibile governo di larghe intese con FI: Giuliano Amato.

All'indicazione di Renzi presidente del Consiglio, si registra il tiratissimo passaggio della campanella con Enrico Letta. "La sconfitta nel collegio di Pesaro - ha poi sottolineato - è il simbolo di questa campagna elettorale sulla quale dovremo riflettere a lungo. Penso che dobbiamo fare una riflessione seria su quello che è successo".

Il vento delle polemiche suscitate dalle dimissioni del segretario dem rimbalza anche su twittet.

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