Exit poll e risultati elezioni politiche 4 marzo 2018

Istant poll Camera – LA7 fonte SWG

Istant poll Camera – LA7 fonte SWG

Al Senato. Quindi alla Camera sarebbe ancora più in alto. Luigi Di Maio porta il Movimento, che nel 2013 aveva raccolto il 25,6% dei consensi, fin dove si era prefisso e anche oltre. La maggioranza necessaria, senza contare i senatori a vita, è di 158 voti su 315 eletti. Nel centrodestra Fratelli d'Italia arriva al 4,1%. Del resto anche la Germania ha passato cinque mesi senza avere un governo e solo ieri 4 marzo è rinata la Grosse Koalition con i socialdemocratici.

Nell'isola - mentre lo scrutinio va a rilento - il Movimento di Grillo si avvicina addirittura alla maggioranza assoluta, con il 48% dei voti ed è prevedibile che farà il pieno di seggi anche nell'uninominale.

Firenze, omicidio su ponte Vespucci: presidio e corteo della comunità senegalese
Dopo aver udito spari nei pressi del consolato Usa sul Lungarno, i soldati hanno individuato e fermato l' uomo armato. Sempre secondo quanto emerso al momento è stato raggiunto da più colpi di pistola all'altezza del torace.


Quando sono state scrutinate 176 sezioni su 270 comincia si fa sempre più certa la vittoria del centrodestra con Giorgia Meloni (quasi al 41%). Nel dettaglio: Lega con il 13-16% è in vantaggio rispetto a Forza Italia al 12,5-15,5%, Fdi 3,5-5,5, Noi per l'Italia 1-3%. Stando ai dati parziali elaborati da Swg per La7 relativi al Senato M5s è 32,3%, crolla il Partito democratico, che è dato al 18,9%, mentre la Lega con 17,5% sorpassa Forza Italia (14,5%). Liberi e Uguali non cede più di troppo (tra 5,4 e 6,2). Su Rai 1 alle 22.45 su Rai 1 andranno in onda lo Speciale Porta a Porta dedicato alle Elezioni 2018 condotto da Bruno Vespa, in collaborazione con il TG1. Man mano che il ministero dell'Interno renderà noti i risultati delle elezioni politiche 2018 si compone la nuova mappa politica dell'Italia e compariranno i nomi dei candidati che entrano in Parlamento con le percentuali raggiunte dai partiti regione per regione, collegio per collegio. Gli scissionisti di Liberi e Uguali rischiano di non entrare in Parlamento, come tante volte è avvenuto nelle ripetute storie delle scissioni a sinistra.

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