Euro in calo sul dollaro. Per il mercato Draghi resta colomba

Euro in calo sul dollaro. Per il mercato Draghi resta colomba

Euro in calo sul dollaro. Per il mercato Draghi resta colomba

Rispondendo a una domanda sulla possibilità che l'Italia torni indietro sulle riforme delle pensioni e sul jobs act, Draghi ha ribadito che, "parlando in termini generali, il bilancio pubblico è di massima importanza nei paesi ad alto debito".

"L'euro è irreversibile": ha detto il presidente della Bce Mario Draghi in risposta a una domanda che citava l'esito del voto in Italia come segnale di un'affermazione di forze antieuropee, proprio quando altri Paesi dell'Unione stanno cercando di rafforzare la governance delle istituzioni europee.

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Di Italia e delle recenti elezioni al Consiglio direttivo della Bce non si è discusso, "eravamo molto concentrati sulle questioni monetarie". Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi. È vero che i tassi resteranno invariati, al minimo storico, ancora a lungo e "ben oltre l'orizzonte degli acquisti", cioè anche dopo la fine del Qe, come la stessa Bce ha sottolineato, ma la bombola di ossigeno non crescerà, in volume, se le cose andranno peggio. Questo, nello specifico, significa che il tasso sui depositi rimane a -0,40%, quello sui prestiti marginali allo 0,25%, ed il tasso principale allo 0%. Draghi ha inoltre precisato che l'Istituto è pronto ad estendere l'acquisto di asset oltre il mese di settembre, se necessario, spiegando che la modifica della forward guidance è legata prevalentemente all'attuale miglioramento delle prospettive economiche dell'Eurozona. La decisione é in linea con le attese del mercato.

L'Eurotower ha confermato le strategie già annunciate, il quantitative easing fino a settembre, i bassi tassi d'interesse ben oltre la fine del QE, la necessità di un sostegno monetario alla ripresa e l'ancora *debole dinamica inflattiva *dell'Eurozona. Il comunicato diramato al termine della riunione, infatti, contiene una mossa inaspettata: viene eliminato il riferimento a un possibile aumento del Quantitative easing in caso di peggioramento dello scenario macroeconomico.

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