Continui squilli di cellulare: alla fine Raoul Bova non rientra sul palco

Ernesto Ruscio via Getty Images

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Quando è troppo è troppo. Raoul Bova si è infuriato per la troppa maleducazione degli spettatori a teatro. Proprio per questo motivo alla fine della rappresentazione Bova non si è presentato sul palco per ricevere gli applausi.

È successo a Catania, come ha riportato il quotidiano "La Sicilia".

C'è da dire che la reazione di Bova, forse esagerata e poco da "show must go on" sempre e comunque, poteva anche avere le sue buone ragioni: pare, infatti che lo spettacolo sia stato più e più volte disturbato da fischietti, cinguettii e notifiche di cellulari accesi, talmente spesso da spingere il produttore, in occasione di una delle pause previste, a salire sul palco minacciando il pubblico di interrompere lo spettacolo qualore fossero squillati ancora.

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La donna ha raccontato che il figlio a sei mesi aveva cominciato ad avere problemi a gambe e braccia: "Faceva fatica a muoversi". Io non ce la faccio più e, soprattutto, ho troppo odio verso queste persone che mi stanno portando via tutto".


Ma l'avviso del produttore è rimasto inascoltato.

Genova - Il cellulare squilla e risquilla e il fatto non sarebbe una novità in una società iperconnessa: ma se il telefonino suona in un teatro durante una pièce, la più che accettata iperconnessione si trasforma in mancanza di rispetto.

Raoul Bova, contrariato dai rumori presenti in sala, è uscito di scena nel corso di un monologo della Francini, mentre la produzione è intervenuta di nuovo dicendo: "Chi non è capace di spegnere il cellulare resti a casa". Dopo qualche minuto di proteste e mentre alcune persone cominciavanoo ad andar via convinte che lo spettacolo non asarebbe continuato, il sipario si è riaperto. Nel corso dell'ultima messa in scena dello spettacolo al Metropolitan di Catania le cose sono degenerate. Poi, come d'abitudine, la scia la collega da sola a prendere gli applausi.

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