Via libera alle trivelle in Adriatico, ma Cattolica non ci sta

Via libera alle trivelle in Adriatico, ma Cattolica non ci sta

Via libera alle trivelle in Adriatico, ma Cattolica non ci sta

Il consiglio di Stato riapre all'ipotesi delle ricerche di petrolio sui fondali marini pugliesi. In precedenza anche il Tar Lazio, nel 2016, aveva detto no al ricorso di primo grado della Regione Puglia, che si era rivolta al Consiglio di Stato sperando in un ribaltamento della sentenza. "In realtà, in questi anni il ministero dell'Ambiente ha emanato 9 provvedimenti di Via", ossia di valutazione di impatto ambientale, "favorevoli all'uso dell'air gun in Adriatico su ben 11 zone: su alcune aree si potrà passare con l'air gun due volte, nel mare davanti alle Marche, o addirittura tre, davanti alla Puglia", fa notare Augusto De Sanctis del Forum H2O, che ricorda come quello per Spectrum Geo sia relativo a due istanze di prospezione su circa 3 milioni di ettari.

Per il presidente del gruppo consiliare in Regione Puglia di Art.1-Mdp-Leu "è incomprensibile come, nonostante i cittadini pugliese - e non solo loro - si siano espressi contro le ricerche di gas e petrolio nei nostri mari, mostrando un forte attaccamento ai temi importanti quali la tutela dell'ambiente, del paesaggio e del territorio, il Governo abbia proseguito lungo la sua strada lasciando inascoltata tale volontà". La Regione Abruzzo, decisa a non mollare la battaglia legale, si era così agganciata ad adiuvandum alle iniziative giudiziarie intraprese dalla Puglia. A nulla sono valse anche le ragioni e i rischi paventati dalle regioni sulla tecnica 'air gun', che oltre a provocare onde sismiche avrebbero provocato anche la morte dei cetacei, oltre ai danni ingenti alla flora e alla fauna marina. Per il Consiglio di Stato le argomentazioni di carattere ambientale e sismico sono "in parte inammissibili e in parte infondate".

Trivelle, via libera alla costruzione di nuove piattaforme per la ricerca di gas e idrocarburi nel mare Adriatico. Le trivellazioni dunque possono riprendere: la sentenza arrivata dal Consiglio di Stato riguarda l'intera costa adriatica, per un totale di 30mila km quadrati, da Rimini a Termoli e da Rodi Garganico a Santa Cesarea Terme.

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Campo libero per le trivelle?

La stessa associazione chiede, inoltre la redazione di un Piano delle Aree per le attività di prospezione, ricerca e coltivazione degli idrocarburi, da sottoporre a valutazione ambientale strategica.

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