Fine dei giochi: chiude Toys'R'Us, 33mila lavoratori a rischio

Toys R Us to close stores

Fine dei giochi: chiude Toys'R'Us, 33mila lavoratori a rischio

A nulla è valso il ricorso all'amministrazione controllata che, a settembre, sembrava potesse aiutare l'azienda a risollevarsi, proteggendosi dai creditori e trovando un modello di business più pulito e un debito maggiormente gestibile. Eppure anche la catena Toys "R" Us si è dovuta arrendere alla rivoluzione digitale, nonostante i suoi 11 miliardi di dollari di ricavi all'anno.

Il gruppo che possiede circa 881 negozi sul suolo statunitense dovrebbe presentare la richiesta di messa in liquidazione oggi. David Brandon, l'amministratore delegato, ha annunciato le cattive notizie ai dipendenti durante una conference call tenutasi presso la sede centrale del gruppo a Wayne, nel New Jersey. "Sono molti deluso dal risultato, ma non abbiamo più il supporto finanziario per continuare le operazioni negli Usa", ha aggiunto.

Non è impossibile che la catena di distribuzione di giocattoli e giochi mantenga aperti 200 negozi dopo la sua liquidazione, avanza la Cnbc.

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Toys R' US è solo l'ultima di una lunga serie di compagnie "old style" che, avendo risentito delle vendite generate dai negozi online (Amazon in primis, dal momento che è il principale rivenditore in questo mercato), è stata costretta a chiudere i battenti.

La crisi di Toys 'R' Us è l'ennesima prova di come il commercio al dettaglio tradizionale sia ormai un settore ormai in grande crisi e di come il mondo dei giocattoli, messo al muro anche dai videogiochi, soffra ancora di più.

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