Anche uno dei fondatori di WhatsApp contro Facebook. E' ora di cancellarsi

WhatsApp privacy

Fate sempre attenzione quando possibile ai dati sensibili messi in rete

Così il cofondatore di WhatsApp, Brian Acton, volta le spalle al più popolare dei social network, travolto dallo scandalo datagate Cambridge Analytica.

E non è fatto solo con WhatsApp - in un post su Twitter oggi, Acton ha detto ai suoi seguaci di cancellare Facebook. Dopotutto sia lui che Koum devono la propria ricchezza proprio alla vendita della loro creazione a Zuckerberg: la fortuna personale di Acton è ora indicata intorno al 6,5 miliardi di dollari. Attualmente, Acton non condivide la linea della società che ha fondato: WhatsApp, infatti, sta procedendo per conto suo, mentre il co-fondatore sta investendo su un sistema (Signal) che, in futuro, potrebbe essere proprio alterantivo all'app che aveva contribuito a rendere florida. E' questo il risultato che viene fuori da una mappa messa a punto dall'analista Vincenzo Cosenza attraverso il blog 'Vincos': lo riferisce in queste ore il sito dell'ANSA.

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Cancellarsi da Facebook è la risposta più forte che gli utenti possono dare nella speranza che qualcosa cambi, ma in quanti degli attuali utenti sono realmente disposti a fare a meno del social network di Zuckerberg?

Prima di Acton, a puntare il dito contro il social c'erano stati tra gli altri Roger McNamee, uno dei primi investitori, secondo cui Facebook ha alterato le menti a colpi di disinformazione, o ancora Sean Parker, presidente della compagnia agli esordi dell'azienda, che ha denunciato come i social media "approfittino delle vulnerabilità della psicologia umana" e creino dipendenza. Facebook pare che non abbia favorito direttamente l'utilizzo dei dati dei propri utenti, ma nell'occasione si sarebbe comportato con un po' troppo leggerezza e sufficienza, portando quindi alla bolla che sta esplodendo in questi giorni. Non è il primo ex executive di Facebook ad attaccare il colosso.

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