Alluvioni, frane, voragini rapporto choc sulla Capitale

Alluvioni, frane, voragini rapporto choc sulla Capitale

Alluvioni, frane, voragini rapporto choc sulla Capitale

"Sono particolarmente a rischio per fenomeni più recenti le zone di collina di Monte Mario, viale Tiziano, Monteverde vecchio e Balduina", si legge. I Municipi più colpiti sono il V, il VII e il II, corrispondenti ai quartieri Tuscolano, Prenestino e Tiburtino, ma anche nel Centro storico ci sono zone di rischio come all'Aventino, al Palatino e all'Esquilino. Ma se tra il 1998 al 2008 si sono registrate mediamente 16 voragini l'anno, nella decade successiva si è assistito ad un incremento drammatico. "I problemi di Roma sono problemi cronici e strutturali che non si affrontano inseguendo le emergenze, ora la piena, ora la voragine, ora il crollo, ora le buche e poi facendo sempre la conta dei danni. - sottolinea De Angeli - Serve avere una visione strategica e fare regia tra tutte le istituzioni al di là delle beghe politiche, dallo Stato al Campidoglio, dai municipi alle associazioni, i problemi sono di tutti e tutti abbiamo l'obbligo di rimboccarci le manichr e fare uscire roma da questa condizione entrando in una stagione di prevenzione e manutenzione ordinaria". Il rischio alluvioni ed esondazioni riguarda un territorio urbano di 1.135 ettari dove vivono e lavorano circa 250 mila persone: la piu' elevata estensione d'Europa.

Esempio eclatante è il sistema fognario capitolino, che in alcuni punti non è in perfetta efficienza, principalmente a causa della mancanza di una corretta e continua manutenzione dei tombini e della scomparsa (per sversamento di rifiuti e vegetazione spontanea) di circa 700km di indispensabili via d'acqua tributarie del Tevere e dell'Aniene. "Tali vuoti costituiscono in molti casi una intricata rete di gallerie". Così sappiamo qualcosa di più Le aree particolarmente interessate dalla formazione di grandi voragini si concentrano nella porzione orientale di Roma.

La causa principale della formazione delle voragini a Roma "la presenza di numerose cavità sotterranee di origine antropica scavate dall'uomo a vario titolo ma principalmente per l'estrazione dei materiali da costruzione". Oggi Roma va in tilt con semplici acquazzoni, come quelli del 10 settembre e del 5 novembre scorsi, che hanno messo in difficoltà anche le piste di Fiumicino. Infine, il presidente ha ricordato che "occorre poi mettere in campo iniziative per riempire queste cavità e fare in modo che non si riaprano le voragini e questo implica notevoli investimenti economici". La prima versione del Piano PS5 per il "tratto metropolitano del Tevere da Castel Giubileo alla foce" (redatto dall'Autorità di Bacino Tevere e relativi al territorio di Roma Capitale) è stato pubblicato 11 anni fa, nel 2009. Le cavità si concentrano nella parte orientale della città.

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Maran sta preparando così la sfida. "Dobbiamo cercare di andar forte contro la squadra che costruisce di più in assoluto". Purtroppo quest'anno quest'aspetto qua è capitato, aldilà della prestazione o di quello che avevi rischiato.


La capitale d'Italia fa impressione, è ridotta ad un enorme colabrodo, con voragini che si aprono all'improvviso, "zolle" d'asfalto che franano, e un'area a rischio alluvioni più vasta d'Europa. Per mettere in sicurezza la Capitale e ridurre lo stato di pericolo, Italiasicura, l'Autorità di distretto e la Regione Lazio hanno già individuato e pianificato le opere necessarie. È stato quantificato anche l'investimento complessivo di oltre un miliardo per "garantire nell'arco di dieci anni l'impresa della prevenzione strutturale e della massima sicurezza possibile del rischio idrogeologico nell'area urbana".

Ad oggi, sono disponibili i primi 104 milioni, già previsti per progetti inseriti nel Piano città metropolitane di Italiasicura.

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