Guerra commerciale: la lista dei dazi (reciproci) fa tremare

Donald Trump in una

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E lo spettro di una escalation che potrebbe sfociare in una guerra commerciale aperta tra i due giganti, e non solo, si fa sempre più concreto. L'Ufficio per il commercio americano ha pubblicato un elenco di 1300 prodotti cinesi oggetto della misura, inclusi robot industriali e attrezzature per le telecomunicazioni. Includono auto, piccoli aeromobili, soia e carne surgelata, per un controvalore annuo stimato in 50 miliardi di dollari. Pechino ha anche sottolineato che il conflitto commerciale Usa-Cina è stato provocato in primis dagli Stati Uniti.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Insomma, i tempi per cercare una strada negoziale esistono.

Hotelplan ha accompagnato gli adv alla scoperta della Cina: un itinerario di 10 giorni e 7 notti attraverso cui scoprire i luoghi più affascinati di questo territorio lontano. Si tratta di un vero e proprio gioco al rialzo, dove gli #USA hanno lanciato il primo attacco, con l'aumento dei dazi pari a 50 miliardi di dollari. In particolare sul Dax tedesco, con la Germania che è il secondo maggiore esportatore mondiale, che nel pomeriggio segna un meno 1,31%.

Al Bano e Romina stasera ballano insieme da Milly Carlucci (20,35, Rai1)
La coppia tornata insieme sul palco ha acceso i gossip, ma il sodalizio artistico non conosce confini e limiti generazionali. Solo due anni dopo, nel 2015, i due si sono esibiti in Italia, presso l'Arena di Verona.


Tornando alla borsa di Milano positive Eni (+0,86%) e Snam (+0,78%).

Intanto la Cina protesta: "Un'azione così protezionistica e unilaterale ha gravemente violato i principi e i valori fondamentali del Wto".

"Non vogliamo una guerra commerciale, ma non ne abbiamo paura", ha replicato a stretto giro la Cina attraverso un portavoce del ministero del commercio. Ma se si prendesse il totale dei prodotti americani venduti nel Paese orientale, calcola Deutsche Bank, il deficit di 'vendite' sarebbe di appena 30 miliardi. I miliardi di dollari sono quelli già bruciati dai mercati da quando Donald Trump ha avviato la prima guerra commerciale dell'era globalizzata, mentre l'effetto boomerang è quello che potrebbe abbattersi sull'America e sui lavoratori a stelle e strisce che, oltre a ricevere e subire contromisure analoghe da parte della Cina, rischiano di perdere fette di mercato di cui l'inquilino della Casa Bianca sembra non aver nozione.

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