Autobomba a Vibo Valentia, per il pm è opera della 'ndrangheta

Un morto ed un ferito in scoppio auto ipotesi bomba

Autobomba a Vibo Valentia, per il pm è opera della 'ndrangheta

Un uomo ha perso la vita: Matteo Vinci, 42 anni, ex rappresentante di medicinali, era stato candidato alle ultime elezioni comunali nella lista "Limbadi libera e democratica". Ferito gravemente il padre di Vinci, Francesco, di 70 anni.

Il prefetto Guido Longo ha convocato, in via d'urgenza, il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica per l'esame della situazione "in relazione - si legge in una nota della prefettura di Vibo Valentia - ai gravi fatti delittuosi verificatisi nelle ultime ore a Soriano Calabro - dove è stata danneggiata la stele commemorativa di Filippo Ceravolo, giovane vittima innocente di mafia, e soprattutto a Limbadi, dove si è verificata l'esplosione di un'autovettura a causa di un ordigno".

Francesco Vinci é stato ricoverato con prognosi riservata nell'ospedale di Vibo Valentia. Un dato acquisito alle indagini é che l'ordigno utilizzato per l'attentato sia stato collocato sotto la Ford Fiesta sulla quale viaggiavano Matteo Vinci ed il padre. Sul caso ha aperto un fascicolo di indagine la Procura di Vibo, non si esclude che il caso passi alla Dda.

A dare l'allarme è stato il padre dell'uomo, che dopo l'esplosione ha chiamato la moglie chiedendole di avvertire i soccorsi. Limbadi comunque è uno dei centri della provincia di Vibo Valentia a più alta densità mafiosa, al centro di numerose inchieste della Procura antimafia di Catanzaro.

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Non è ancora chiaro se il 12enne sia rimasto vittima di un terribile gioco o se si sia volutamente tolto la vita. Purtroppo, e nonostante i tentativi disperati dei medici, non c'è stato nulla da fare per salvargli la vita.


Sul posto, per il coordinamento delle indagini, il pm di turno della Procura della Repubblica di Vibo Valentia ed un magistrato della Procura antimafia di Catanzaro.

Si era pensato a un incidente, essendo l'auto alimentata a metano. Si è trattato invece di un attentato.La bomba era stata collocata nel portabagagli.

La sorella dei boss dell'omonimo casato mafioso, è proprietaria degli appezzamenti di terreno confinanti con il suo campo e secondo alcune fonti, su quelle poche zolle che i Vinci avevano nelle campagne di Cervolaro gli uomini del clan avevano messo gli occhi. Una tecnica criminale di spessore elevato per eliminare due persone che non pare fossero legate ad ambienti mafiosi importanti.

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