Consultazioni al Quirinale decise per giovedì e venerdì

Consultazioni al Quirinale decise per giovedì e venerdì

Consultazioni al Quirinale decise per giovedì e venerdì

Il Quirinale ha convocato il secondo giro di consultazioni per giovedì e venerdì prossimi.

L'impressione dopo il primo giorno di confronti con il capo dello Stato Mattarella è che il rischio del ritorno alle urne sia più concreto che mai. Per ora i prodromi di un accordo sono difficili, ma non è detto che ora di giovedì si possa arrivare ad una quadra più composita, ad esempio con un accordo di massima tra Lega e M5s per un possibile governo di "scopo". Il calendario è chiaro: l'ultimo, quindi considerato il primo, sarà Di Maio. Ciò rappresenta ai loro occhi un motivo di incoraggiamento. Roberto Fico ORE 12.00 Presidente del Senato della Repubblica: Sen.

L'iter per giungere al nuovo governo "potrebbe andare avanti per almeno due mesi", ma fortunatamente Mattarella gode della fiducia generale e "rammenterà sicuramente ai leader di partito l'esigenza di trovare una soluzione che rispetti i vincoli europei e transatlantici dell'Italia". Il centrodestra, come annunciato, salirà unito al Colle; chiuderanno la giornata i rappresentanti dei 5 stelle.

Denunciata Barbara d'Urso. "No a Simone Coccia Colaiuta al Grande Fratello"
A pochi giorni dal ritorno del Grande Fratello in versione Nip, nella casa di Cinecittà si indaga sul furto di alcuni mobili. Barbara D'Urso ha iniziato il conto alla rovescia: martedì 17 aprile sarà alla conduzione del Grande Fratello Nip.


Si comincia giovedì alle 10 con il Gruppo "Per le Autonomie (SVP-PATT, UV)" del Senato della Repubblica. La secondo novità è che per la prima volta sarà consultato anche il gruppo parlamentare di Liberi e Uguali alla Camera, costituito nei giorni scorsi in virtù della deroga concessa al limite minimo di 20 deputati.

Venerdì 13 aprile 2018 ORE 10.30 Presidente Emerito della Repubblica: Sen. Il Movimento 5 stelle continua a guardare solo al Pd, intenzionato a schierarsi all'opposizione, e alla Lega, che resta però fedele alla coalizione di centrodestra che continua a sostenere il nome di Matteo Salvini come prossimo premier.

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