Lagarde (FMI) contro protezionismo: "è un fallimento", lancia allarme debito

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"L'alto indebitamento - ha detto la direttrice operativa del Fondo Monetario Internazionale - ha lasciato governi, aziende e famiglie più vulnerabili rispetto a una stretta improvvisa delle condizioni finanziarie". I numeri fanno davvero paura se è vero che il debito pubblico e privato ha raggiunto a livello globale la quota record di 164.000 miliardi di dollari.

Il sistema di scambi globalizzato che ha trasformato il mondo nell'ultima generazione rischia di essere completamente smantellato dalla recente svolta in senso protezionistico delle politiche commerciali. "Le riforme necessarie sono politicamente difficili nella maggior parte dei casi, ma sono più efficaci e facili da attuare quando le economie sono in crescita".

Dal Foro Italico a Piazza del Popolo, gli Internazionali crescono ancora
Per la prima volta alcuni incontri si disputeranno al di fuori del consueto Parco del Foro Italico e si svolgeranno in strada. In chiaro anche due quarti di finale, le due semifinali e la finale maschile su TV8 del digitale terrestre.


Il Fmi, comunque, è "ottimista" sulla crescita economica mondiale: "I governi dovrebbero usare l'attuale crescita per portare avanti le riforme: la finestra di opportunità è aperta, è necessario riparare il tetto nei periodi in cui splende il sole".

Sulla problematica dei dazi la signora Lagarde lancia un messaggio agli Stati Uniti spiegando che i dazi "non sono la strada migliore per affrontare le differenze commerciali", suggerendo piuttosto di "aiutare ad affrontare gli squilibri globali limitando la spesa pubblica e rafforzando le entrate fiscali". "Ci sono "pratiche commerciali scorrette da eliminare - continua la Lagarde - in generale si tratta di squilibri bilaterali che sono uno spaccato della divisione del lavoro fra le economie". Con un passato da Ministro dell'Economia, dell'Industria e dell'Impiego in Francia, Lagarde dal 2011 è a capo del Fmi e, intervenuta da Hong Kong ha fatto il punto della situazione sulla questione protezioni e sull'esponenziale introduzione di dazi: "I governi devono evitare il protezionismo in ogni sua forma: la storia ci dice che le restrizioni all'import fanno del male a tutti, ma soprattutto ai consumatori più poveri".

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