Morbillo, piano straordinario vaccini per fronteggiare l'emergenza

Morbillo, piano straordinario vaccini per fronteggiare l'emergenza

Morbillo, piano straordinario vaccini per fronteggiare l'emergenza

"Stiamo adottando un piano straordinario che consenta di smaltire i tempi di attesa delle liste per le vaccinazioni e stiamo prevedendo anche di aumentare il numero dei vaccinatori in tutta la Sicilia". Per questo è stato annunciato un aumento del numero dei vaccinatori e un'accelerazione sullo screening del personale delle Aziende provinciali siciliane.

"In questo momento si sta verificando quasi una trasformazione del morbillo che sta diventando sempre meno una malattia pediatrica, grazie alla vaccinazione obbligatoria, e sempre più una malattia che coinvolge fasce generazionali diverse". "Gli ospedali sono luoghi di cura e non devono diventare luoghi di trasmissione" ha affermato l'assessore. "Prendendo come riferimento i sei picchi epidemici che si sono verificati nel 2000, 2002, 2003, 2008, 2011, 2013 e 2017 - ha concluso Gallera - si nota, oltre al numero di casi concentrato nella fascia di età di offerta della vaccinazione, un progressivo spostamento in avanti dell'età relativa al tasso di incidenza più elevato: dai 5-9 anni del 2002 ai 30-34 dello scorso anno". Quindi, la proposta: "Abbiamo pensato a un'azione di vaccinazione aperta anche a queste fasce generazionali, per le quali stiamo immaginando anche un'esenzione ticket".

E a chi ha parlato di vero e proprio "caso Catania", l'assessore Razza risponde negando l'esistenza di tale ipotesi, spiegando di avere di fronte piuttosto una coda di epidemia regionale di centinaia di persone, cominciata un anno fa, così come verificatosi in altre parti d'Italia. "La legge - ha aggiunto Razza - prevede già uno screening e una vaccinazione obbligatoria per il personale che lavora nelle scuole e ho chiesto a tutte le Asp di verificare che si sia realizzato". Intanto però cresce la preoccupazione al Garibaldi di Catania per altri due pazienti che versano in gravi condizioni. Ciò ha comportato, da maggio 2017 a marzo 2018, 448 casi di morbillo registrati negli ospedali di quel territorio. Nei prossimi giorni l'assessorato darà notizia del decreto. Da quello che trapela pare che non ci saranno interventi strutturali, l'organizzazione territoriale dei centri di vaccinazione, secondo le valutazioni condivise nel corso del tavolo tecnico, sarebbero adeguate.

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Razza ha escluso che ci possano essere dei problemi di gestione dei pazienti da parte degli ospedali ma ha sottolineato che "c'è una grande quantità di pazienti che possono prendere il morbillo, la maggior parte dei quali non può essere assistita a casa".

Al termine dell'intervista rilasciata alla stampa l'assessore è tornato anche sul tema della violenza negli ospedali "Non è possibile scusare alcuno!"

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