Acqua contaminata in mare: sequestrato impianto nucleare in Basilicata

Nucleare, acqua contaminata nel mar Jonio. Sequestrato impianto Itrec di Rotondella (Matera)

Itrec, acqua contaminata fino al mare: sequestrate le vasche

A seguito di indagini dirette dalla Procura distrettuale di Potenza e condotte dai Carabinieri del Noe di Potenza è stato disposto il sequestro preventivo, in via d'urgenza, sia delle vasche di raccolta delle acque di falda e della relativa condotta di scarico a mare dell'impianto "Itrec (Impianto di Trattamento e Rifabbricazione Elementi Combustibili Nucleari) di Rotondella, in provincia di Matera, gestito da "Sogin spa, sia dell'adiacente impianto "ex Magnox" in area Enea, per i reati di inquinamento ambientale, falsità ideologica, smaltimento illecito di rifiuti e traffico illecito di rifiuti".

Acqua contaminata nel Mar Jonio.

Tre arresti per furto aggravato e un arresto per spaccio di stupefacenti
In manette sono finiti un 26enne di San Felice Circeo e un 19enne indiano, residente al Circeo. Arrestata dopo avere rubato 19 confezioni di parmigiano per un valore di circa 70 euro.


Non si fermerà invece lo smantellamento del sito che potrà proseguire. Dalle indagini emerso che l'acqua contaminata "non veniva in alcun modo trattata": attraverso una condotta, "dopo aver percorso alcuni chilometri, si immettevano direttamente nel mare Jonio". Un evidente pericolo per la salute umana e l'integrità dell'ambiente che ha spinto gli inquirenti ad adottare un provvedimento immediato seguito nella mattinata di venerdì dai carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico. Nell'ambito dell'inchiesta, sono almeno cinque le persone indagate: referenti dei procedimenti di controllo e smaltimento delle acque. Nelle acque sono stati rilevati cromo esavalente e tricloroetilene, sostanze pericolose e cancerogene, utilizzate per il riprocessamento, ossia il trattamento delle barre di uranio/torio stoccate nel sito dell'Itrec. L'indagine è partita circa un anno su iniziativa della Procura di Matera che, successivamente, ha passato il fascicolo per competenza alla omologa del capoluogo di regione. "I responsabili dei siti - spiega la Procura della Repubblica di Potenza - sono obbligati ad adottare le indispensabili misure a tutela dell'ambiente e della salute pubbliche che fino ad oggi non erano state prese".

Tutto è iniziato quando è stato riscontrato un grave stato di inquinamento ambientale causato nella falda acquifera sottostante il sito Enea -Sogin.

Latest News