Siria, ministero Esteri russo dice che non sosterrà accuse disoneste

Angela Merkel

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In carica per gli affari correnti, Palazzo Chigi si ritrova a dover gestire uno scenario complesso che irrompe inevitabilmente anche nelle consultazioni che si tengono al Quirinale alla ricerca di un'intesa per la formazione del nuovo governo: il crescendo di tensioni che vede confrontarsi aspramente Usa e Russia preoccupa infatti il presidente della Repubblica, fa sapere Juliane Unterberger, presidente del Gruppo per le Autonomie del Senato, al termine del colloquio al Colle. Il presidente francese non ha dubbi: "Abbiamo la prova che la settimana scorsa sono state utilizzate armi chimiche in Siria da parte del regime", ha dichiarato nell'intervista rilasciata a TF1.

"Avremo decisioni da prendere a tempo debito, quando riterremo più utile e più efficace: in nessun caso la Francia consentirà si verifichi una escalation, o qualsiasi cosa possa danneggiare la stabilità della regione". Potrebbe essere molto presto oppure niente affatto presto. Dov'è il vostro "Grazie America".

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" Non sono così irresponsabile dal sostenere una candidatura senza governo ". E' un ipotesi che non voglio nemmeno prendere in considerazione.


"Le relazioni dell'OPCW sono sempre precedute da una potente imposizione informativa di accuse da entrambe le parti". Il canale di comunicazione, sospeso in passato in piu' occasioni, avrebbe l'obiettivo di scongiurare incidenti militari sia sul terreno che nei cieli. Lo ha comunicato Steffen Seibert, portavoce del governo tedesco, aggiungendo che hanno discusso degli attuali sviluppi in Siria, "nella comune preoccupazione per i recenti attacchi con sostanze velenose e per il rischio di un'erosione del rispetto internazionale del bando delle armi chimiche". Secondo il ministero della Difesa di Mosca, "da oggi unita' della polizia militare delle Forze armate russe lavorano a Douma, a garanzia dell'osservanza della legge e dell'ordine nella citta'". I globalisti della finanza e della vuota democrazia formale schierati con Stati uniti, Francia, Israele e Arabia Saudita (?), i sovranisti nazionalisti e amanti delle frontiere e dei muscoli del capo schierati con Russia, Siria, Iran.

La situazione, a ogni modo, resta tesa: con il Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti che si riunisce vagliando "diverse opzioni sul tavolo", qualche leader europeo cerca di mantenere toni bassi o, quantomeno, ancora distanti dal contesto bellico. Parole ed emoticon di Donald Trump. Il preludio di un sussulto che può mandare fuori controllo un conflitto che si trascina dal 2001 sono frammenti di tweet che il premier turco Yildirim paragona a battute "da bulli di strada": dallo "state pronti" ai russi al "ci sarà un prezzo da pagare" ad Assad; con tutto un contorno di esclamazioni da fumetto, sick, bad, crazy. Il Segretario della Difesa americano, James Mattis, ha confermato nella notte che "tutte le opzioni sono sul tavolo e che sara' fatta la scelta piu' adatta".

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