La Russia ha bloccato Telegram

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La Russia ha bloccato Telegram

Per l'autorità delle telecomunicazioni i codici erano necessari per individuare i messaggi di eventuali terroristi e aver modo così di risalire alle loro identità, cosa resasi necessaria sin dall'attacco alla metropolitana di San Pietroburgo di un anno fa in quanto gli 007 avevano scoperto che i terroristi si scambiavano messaggi tramite l'applicazione per pianificare l'attacco.

Il governo russo ha iniziato a bloccare l'app di messaggistica Telegram, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa locale Tass.

La corte del distretto di Tagansky, a Mosca, ha bloccato l'applicazione di messaggistica istantanea Telegram in Russia, per cui non sarà più possibile scambiarsi messaggi tramite questo servizio.

Il tira e molla tra l'app e le autorità russe va avanti da tempo.

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Ha anche aggiunto che sarebbe tornato per fornire i dati sulla fidelizzazione dei dipendenti suddivisi per razza. Butterfield, ha fatto notare a Zuckerberg che nell'industria tecnologica americana lavorano pochi afroamericani.


Di certo adesso Telegram farà ricorso in appello contro questa sentenza ma il blocco è già esecutivo e sarà in vigore fino a che non saranno soddisfatte le richieste della FSB.

Al di là delle motivazioni dietro al rifiuto, nella precedente fase di negoziazione tra Telegram e il governo, i legali dell'app hanno ritenuto che prima della consegna delle chiavi sarebbe stata stata necessaria una sentenza e un'azione separata dall'organo di regolamentazione delle comunicazioni Roskomnadzor. Il fondatore e CEO di Telegram, Pavel Durov, ha risposto duramente al blocco, attraverso un messaggio sulla piattaforma, nel quale ha affermato che la sua compagnia può permettersi di non tenere conto del fatturato e della vendita di spazi pubblicitari, e che il potere che i governi hanno sulle aziende del mondo IT si basa proprio sul denaro. "Telegram - ha aggiunto - utilizzerà metodi incorporati per bypassare il blocco senza richiedere l'intervento degli utenti, sebbene l'accessibilità al 100% del servizio senza Vpn non sarà garantita".

Gli avvocati che rappresentano gli interessi di Telegram in Russia hanno annunciato l'intenzione di ricorrere in appello contro la decisione presa da Mosca: "Ora è importante per noi acquisire la decisione del tribunale, studiarla e, certamente, ricorrere in appello", hanno fatto sapere i legali di Durov.

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