Addio a Vittorio Taviani, indimenticato regista di "Padre e Padrone"

Vittorio Taviani, morto addio al regista premiato a Cannes e Berlino. Con il fratello Paolo nella storia del cinema

È morto Vittorio Taviani, uno dei maestri del cinema italiano

E' deceduto a Roma, il 15 aprile 2018, il regista Vittorio Taviani, dopo una lunga malattia. A dare l'annuncio la figlia Giovanna. Ne ha dato notizia la famiglia, preannunciando la decisione di non organizzare camera ardente né funerali.

Per Vittorio Taviani non ci sarà una cerimonia funebre pubblica, ma il corpo verrà cremato.

Nato a Roma il 20 settembre del 1929, Vittorio Taviani è figlio di un avvocato perseguito dal regime fascista per il suo pensiero antifascista. Insieme al fratello Paolo hanno scritto la storia del cinema.

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I famigliari hanno allertato le forze dell'ordine dopo che il magnate non ha più fatto rientro in albergo. Noi immaginiamo una lunga assenza di mio fratello.


Il mondo del cinema piange il maggiore dei fratelli Taviani, Vittorio. I due diventano presto un'icona del cinema italiano.

Andavano in coppia. Vittorio e Paolo. Nel 1967 i Taviani iniziano il loro percorso senza Orsini e firmano Sovversivi e due anni dopo Sotto il segno dello scorpione sempre con Gian Maria Volontè. E l'idea del lavoro collettivo, che diventa anche palestra delle idee e delle esperienze professionali, portò i Taviani a lavorare a sei mani con Valentino Orsini per i due primi lungometraggi a soggetto, "Un uomo da bruciare" e "I fuorilegge del matrimonio" diretti tra il '62 e il '63.

Con 'San Michele aveva un gallo' arriva il primo riconoscimento internazionale, dove a Berlino vince il 'Premio Interfilm';: ma è con 'Padre Padrone' che, nel 1977, riesce a conquistare pubblico e critica accaparrandosi la 'Palma d'Oro' e il 'Premio della critica al festival di Cannes'. Il cinema dice addio per l'ennesima volta ad un regista dal grande talento e che sarà ricordato sicuramente negli anni. Fra i loro titoli più noti spiccano "Allonsanfan", "Padre padrone", "La notte di San Lorenzo", "Kaos". Ultimo capolavoro Cesare deve morire, la cui peculiarità è dovuta ai detenuti che all'interno del carcere romano di Rebibbia recitano Shakespeare.

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