Nicchi duro con Buffon: Non può minacciare l'arbitro e Agnelli ricorda Muntari?

Marcello Nicchi Lapresse

Nicchi duro con Buffon: Non può minacciare l'arbitro e Agnelli ricorda Muntari?

Sono settimane calde per l'Aia.

Marcello Nicchi, presidente dell'AIA, ha parlato a Radio Anch'io Sport su Radio Rai Uno: "Mazzoleni impeccabile nel derby?"

MINACCE OLIVER - Cosa ne penso? Mi preoccupo solo di migliorare il livello degli arbitri italiani. Sono cose che vanno a turbare un mondo di grande privilegio e che arriva nel momento chiave di tutti i campionati. Sciopero? La cosa che sto facendo è cercare di evitarlo. Però se qualcuno la domenica non dovesse trovare l'arbitro non si deve sorprendere. Fa impressione che il Coni voglia andare contro a questo diritto per darlo ai professionisti. Lo sa lui se ha fatto bene o meno. C'è un'organizzazione che non funziona: il rimborso non può essere dato ad un ragazzo dopo sette mesi. Ci costringeranno a rimanere a casa perché i genitori non vorranno più mandare i figli ad arbitrare.

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Inoltre, negli spazi della spina centrale hanno trovato sede un gruppo di artigiani sfrattati dalle botteghe del centro storico. E questo aiuta chi pensa 'mai, mai potrò essere buono, ho tante cose brutte alle mie spalle'.


Ma di cosa ci lamentiamo? Le famiglie non possono permettersi di finanziare i propri ragazzi perché i rimborsi arrivano tardi. La squadra si allena tutti i giorni. I grandi arbitri si difendono da soli: sono il nostro orgoglio ed un punto di riferimento della base.

NUOVA CALCIOPOLI - Il nesso sul 2% del nostro diritto di voto? Vogliono indebolire il peso politico degli arbitri?

REAL MADRID-JUVENTUS - Quello che è successo a Madrid lo deve gestire l'organismo internazionale. Le parole di Agnelli? "Non posso agire sul modo di pensare di un dirigente italiano". Le valutazioni vanno fatte come per i calciatori, chi fa il designatore segue l'arbitro nella sua crescita giorno dopo giorno. Chiaro che ci sono cose che non fanno parte di una visibilità, ma durante una partita l'addetto al Var si scambia opinioni con l'arbitro decine di volte. Ad ogni modo è sempre l'arbitro che decide, questo è un caposaldo che deve rimanere. Da una parte dunque la necessità di proteggere ragazzi di cui "nessuno si occupa", dall'altra invece la difesa della loro voce in consiglio: secondo il presidente AIA è inammissibile che gli arbitri siano tagliati fuori dalle votazioni. Se all'epoca di Muntari ci fosse stato il Var, quell'errore non ci sarebbe stato. Non ho sentori di gente che dice di togliere la Var, semmai si sta cercando di implementarla. "L'arbitro deve votare perché è un principio democratico" ha aggiunto a Radio anch'io sport.

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