Padova, papà dona 25% del suo fegato: salvo figlio di un anno

Padova, papà dona 25% del suo fegato: salvo figlio di un anno

Padova, papà dona 25% del suo fegato: salvo figlio di un anno

Il trapianto di fegato da donatore vivente era dunque l'unica speranza per il piccolo. Anche la mamma del bambino si era offerta di donare parte del suo fegato al figlio.

Un trapianto da donatore vivente? Chi potrebbe avere il coraggio di rinunciare a un organo? E chi se non il padre o la madre?

Il bambino era affetto da un'atresia biliare, si tratta di una patologia tipica dei neonati - ma di origine sconosciuta - che provoca infiammazione ai dotti biliari. Ovvero i canali che servono al trasporto della bile dal fegato all'intestino. Tra i vari sintomi che si possono evidenziare ci sono l'urina scura e le feci chiare o sanguinamento in alcune parti del corpo (per esempio dalle narici).

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Alla fine la scelta della donazione ricade sul padre. Un bimbo di nemmeno un anno di età è stato salvato dall'amore di suo padre.

L'autorizzazione ufficiale è arrivata dal ministero della Salute che ha dato il via libera al Centro di Chirurgia e trapianti dell'Azienda ospedaliera universitaria, consentendo al professor Umberto Cillo di agire e salvare il bimbo per tempo.

Questa storia arriva da Padova. Per arrivare all'obiettivo, il papà è rimasto ricoverato una settimana nella struttura ospedaliera, il bambino anche di più. Ma la buona notizia è che ora entrambi stanno bene e il piccolo potrà condurre una vita normalissima.

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